“Il giusto compromesso per chi vuole restare leggero e mangiare sano senza rinunciare al gusto”. Si parla di piatti hawaiani a base di pesce crudo con cereali, verdure e tanti altri ingredienti, ma riassumere Poke Sun Rice solo con queste parole sarebbe estremamente riduttivo. È molto di più, rappresenta un’idea che è riuscita a espandersi anche quando l’Italia (e più in generale buona parte dell’Europa) era chiusa per il Covid grazie alla cura maniacale della qualità e a un gruppo che dalle 13 sedi del 2021 punta a chiudere quest’anno con l’obiettivo di sfondare quota 30 punti vendita. Un sogno diventato realtà. Ed ogni volta che raggiungono l’obiettivo, i responsabili spostano l’asticella un po’ più in alto, sempre tenendo fermi i principi basilari su cui costruire un’idea di successo. A capo di Tbt Food, la srl che gestisce Poke Sun Rice, c’è Mario Traverso, ceo e fondatore insieme al fratello Marcelo.
Come nasce l’idea che si sta sviluppando rapidamente in diverse zone d’Italia?
“Siamo partiti con il progetto di pokerie, ma stiamo diventando una piattaforma incubatrice di food retail. Siamo nati nel 2019, pochi mesi prima dello tsunami provocato dal covid, e abbiamo aperto il nostro primo punto vendita al Centro Commerciale di Vicenza. Poi è esplosa la pandemia ma siamo ugualmente riusciti a crescere nei due anni più bui dell’economia europea, in un momento in cui l’incertezza regnava sovrana e in pochi pensavano al futuro, concentrandosi esclusivamente su quanto si stava verificando a livello mondiale. Noi ci siamo sviluppati perché avevamo ben chiaro il nostro percorso: abbiamo registrato il marchio e siamo riusciti ad effettuare una pianificazione adeguata. Una delle nostre armi in più? Da noi c’è un mix di esperienza e gioventù, rappresentato da me e da mio fratello Marcelo che ha 15 anni in più e quando siamo partiti vantava precedenti esperienze nel mondo retail”.
Il Covid ha messo i bastoni fra le ruote a molti progetti ma non è riuscito a crearvi grossi problemi.
“Avevamo previsto parecchie aperture, invece nel primo periodo abbiamo dovuto fare i conti con degli ostacoli evidenti causati dalle limitazioni imposte dal virus. Ma ci siamo rifatti nel 2021, accelerando i tempi e registrando lo sviluppo di 10 nuove sedi. È stato l’anno della rincorsa al sogno perché noi non ci poniamo limiti e lo stiamo dimostrando con i fatti”.
Gli obiettivi quali sono?
“Completare l’area del Triveneto, dove siamo già consolidati, ed allargarci ulteriormente in Emilia-Romagna, Friuli e Trentino. Ma non c’è alcuna intenzione di fermarsi, infatti è già previsto il nostro sbarco anche a Roma e a Milano. Tbt Food nasce però sin da subito con un’ambizione più ampia, che va ben oltre il Poke: riteniamo infatti che in Italia ci sia un importante potenziale di sviluppo e di innovazione nel settore food retail. Per questo la nostra ambizione è quella di sviluppare diversi format che abbiano come comune denominatore la qualità e la replicabilità, alcuni sono già in fase di sviluppo e di lancio, anche se per il momento non vogliamo svelare tutti i segreti. Inoltre, puntiamo a essere di ispirazione per i giovani, stiamo dimostrando che è fondamentale non mollare mai e crederci sempre: rischiare con responsabilità, senza andare allo sbaraglio, ti permette di realizzare i tuoi sogni. Ma deve essere chiaro: alla base deve esserci un’idea ben definita e una grande competenza nel settore in cui si vuole investire”.



