La variante Omicron, a causa della sua alta trasmissibilità, ha ridotto l’elenco dei paesi che sono riusciti a sfuggire alla pandemia di Covid-19. Omicron è riuscita a sfondare le difese di numerose nazioni insulari del Pacifico e ha costretto a un’ammissione di crisi pandemica senza precedenti in Corea del Nord. Ad oggi sono tre i Paesi che si dichiarano Covid-free.
Fatti principali
- Il Turkmenistan, un paese senza sbocco sul mare di oltre 6 milioni di persone in Asia centrale, è l’unica nazione al mondo che afferma ancora di essere completamente priva di Covid.
- L’informazione contrasta con i rapporti informali sulla malattia provenienti dall’interno del Paese ed è messa in dubbio dagli esperti, inclusa l’Organizzazione mondiale della sanità, che ritengono sia supportata da dati disonesti riportati dai funzionari turkmeni.
- Tokelau e Sant’Elena, rispettivamente territori della Nuova Zelanda e della Gran Bretagna, sono le uniche regioni rimaste che affermano di essere ancora Covid free e che non hanno segnalato un singolo caso di Covid-19 all’Oms. A loro favore il fatto che si trovino in posizioni remote e le rigide procedure di quarantena applicate.
- Le infezioni da Covid sono salite alle stelle nelle Isole Marshall ad agosto dopo che il Paese ha confermato il suo primo focolaio locale – aveva precedentemente segnalato casi tra i viaggiatori, ma erano contenuti. Oggi dunque non può essere più considerato uno dei pochi paesi Covid-free al mondo.
- La situazione delle Isole Marshall rispecchia l’esperienza di diverse altre comunità insulari del Pacifico quest’anno, tra cui Niue, Kiribati, Samoa, Nauru, Vanuatu, Tonga e Micronesia, forse l’ultimo paese con una popolazione superiore a 100 mila persone a perdere il suo status di Covid-free. Era riuscito a tenere a bada il virus per due anni attraverso un mix di isolamento geografico, controlli severi alle frontiere e rigide regole di quarantena.
- La Corea del Nord, che ha passato più di due anni a negare di avere casi di Covid-19, ha riconosciuto un focolaio a maggio e ha dichiarato lo stato emergenza nazionale dopo che il virus si è diffuso nella sua popolazione, interamente non vaccinata.
Background
Da quando la Cina ha segnalato per la prima volta un gruppo di casi di polmonite a Wuhan alla fine del 2019, il Sars-CoV-2, virus responsabile del Covid-19, si è diffuso rapidamente in tutto il mondo. Restrizioni di viaggio, quarantene e misure di contenimento dure, persino farsesche, hanno fatto ben poco per impedirne la circolazione, soprattutto quando sono emerse varianti più trasmissibili.
Anche le comunità più isolate come le nazioni insulari o le tribù indigene remote hanno dovuto affrontare delle epidemie. Questi gruppi sono in genere più vulnerabili di fronte alle malattie infettive emergenti rispetto ad altre popolazioni. Il supporto medico a volte a distanza di giorni, i tassi più elevati di altre problematiche legate alla salute e la mancanza di accesso a misure preventive complicano la loro situazione. Mentre un certo numero di paesi come l’Australia e la Nuova Zelanda hanno mantenuto severi controlli alle frontiere per tenere fuori il virus, quasi tutti i paesi hanno ora abbandonato le politiche più rigorose messe in atto per imparare a conviverci. La politica “zero Covid” della Cina è un’eccezione.
Fatto curioso
Anche le remote regioni polari non sono più Covid-free. L’Antartide è stato l’ultimo continente a perdere il suo status di Covid-free. A fine 2020 l’esercito cileno ha segnalato un focolaio presso la sua stazione di ricerca Bernardo O’Higgins. Ci sono stati almeno altri due focolai registrati nel continente, uno tra i lavoratori di una stazione scientifica belga a partire dal dicembre 2021, un altro tra il personale della base di ricerca argentina La Esperanza nel gennaio 2022.



