Dalla McKinsey & Company arriva il primo studio sulla FemTech Revolution. Il termine definisce il mercato dell’assistenza sanitaria per le donne (Female Technology) un settore costituito da startup e aziende tecnologiche impegnate nel soddisfare le esigenze sanitarie delle donne e il loro benessere generale. La ricerca su 763 società FemTech ha analizzato le dimensioni del mercato che va da da 500 milioni a 1 miliardo di dollari con previsioni di crescita a due cifre dei ricavi.
Trend e finanziamenti
Dalla analisi condotta da McKinsey su centinaia di aziende FemTech, emerge una concentrazione nei servizi in supporto ai pazienti per la salute materna, prodotti mestruali di consumo, dispositivi ginecologici e soluzioni per la fertilità. I finanziamenti alle imprese in questo settore hanno raggiunto 2,5 miliardi di dollari all’inizio di dicembre 2021. In alcuni casi, le aziende FemTech stanno affrontando lacune non ancora esplorate da biofarmaci e dispositivi già esistenti, come nel settore della salute materna.
I casi Progyny e Maven Clinic
Il termine “FemTech” è stato coniato per la prima volta nel 2016 dall’imprenditrice Ida Tin. Nel corso di pochi anni, è cresciuto fino a comprendere una serie di prodotti e soluzioni basati sulla tecnologia e incentrati sul consumatore. Anche se si tratta di un settore ancora agli inizi, la ricerca condotta da McKinsey indica che le dinamiche alla base del FemTech stanno accelerando. È il caso ad esempio di Progyny, azienda che gestisce dei benefit legati alla fertilità: quotata in borsa nel 2019 con una valutazione superiore a 1 miliardo di dollari, adesso ha una capitalizzazione di mercato di circa 4 miliardi di dollari. E ancora: Maven Clinic, una clinica virtuale per la salute delle donne e della famiglia, è stata valorizzata per oltre 1 miliardo di dollari in un recente investimento.
Migliorare l’assistenza sanitaria

Le aziende FemTech potrebbero rivoluzionare l’assistenza sanitaria in diversi modi. Le prime evoluzioni si sono viste in una serie di aree: migliorare l’erogazione delle cure attraverso le Cliniche virtuali per accedere alle cure in un modo più conveniente e incentrato sul consumatore; consentire l’auto-cura e la diagnostica a domicilio; fornire cure personalizzate con soluzioni su misura per segmenti di popolazione con esigenze specifiche (LGBTQ o in paesi a basso reddito).



