C’è aria di ottimismo sulle prospettive future delle donne nel mondo del lavoro. Con il coinvolgimento di oltre 20mila lavoratori e più di 500 aziende, The Adecco Group Italia ha presentato una ricerca che evidenzia come l’obiettivo di una maggiore parità di genere nel mondo del lavoro sia considerato una leva strategica fondamentale per la competitività delle aziende.
Nel dettaglio, oltre il 70% del mondo business e più del 60% dei lavoratori afferma infatti che la parità di genere ha un impatto molto positivo sulle performance aziendali. E ancora: per oltre l’85% dei lavoratori e per il 95% delle aziende, le donne nei prossimi anni avranno ruoli sempre più di primo piano e una presenza più corposa in settori che oggi vedono una prevalenza maschile.
In quali settori? Per oltre il 20% i ruoli di top management saranno quelli in cui la presenza femminile crescerà maggiormente. Ma anche nel mondo della politica e nelle professioni Stem, che completano il podio e raccolgono più del 15% dei voti ciascuno.
Come raggiungere questi risultati
Equità salariale e politiche di welfare strutturate per un corretto work-life balance sono sicuramente le aree individuate trasversalmente sia da lavoratori che da aziende. Ma, mentre i primi identificano la parità salariale come prioritaria (35%), le aziende la mettono al secondo posto (29%), puntando maggiormente sui sistemi di welfare (37%) che, invece, per i lavoratori occupano il secondo gradino del podio delle priorità (27%). Cresce l’importanza attribuita al congedo di paternità nelle generazioni più giovani, al 13% per la Gen Z e 12% per i Millenials, il doppio rispetto agli over 40. In fondo alla classifica si trovano le quote rosa, che non raccolgono più del 3% delle preferenze.



