Articolo tratto dal numero di ottobre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!
Con headquarter a Milano e a New York, Bruno & Associati è un atelier legale dedicato a imprese strutturate e leader nelle relazioni tra Italia e Stati Uniti, dove ha ottenuto importanti credit presso istituzioni americane, big company e Borse. In 20 anni la law firm si è posizionata, con discrezione, nella fascia più alta del mercato, reinventando un nuovo modello di business e conquistando alcune delle società più prestigiose al mondo, con fatturati annui multimiliardari. È inoltre la prima realtà professionale ad avere creato un club privato interno, che offre ai top client un’esperienza inedita in uno degli attici più esclusivi di Via Monte Napoleone, prossima a duplicarsi anche a New York. Oggi è il riferimento di alcune delle eccellenze più note del made in Italy, che supporta nell’espansione e nel consolidamento nel mercato italiano e statunitense. Per questo abbiamo chiesto a Bernardo Bruno, founder di Bruno & Associati, un confronto su internazionalizzazione e made in Italy.
La conquista del mercato americano è possibile anche in un frangente critico come questo?
La crisi è una condizione di mercato che si ripete nel tempo con forme diverse. Il nostro ruolo è prevenirla o gestirne l’evoluzione, valorizzando vantaggio competitivo e diversificazione. Lo scetticismo sull’andamento dell’economia globale, poi, è una costante e sembra smentito dai dati del mercato americano. Il tasso di disoccupazione è al minimo e le imprese vantano alta liquidità per fronteggiare gli effetti negativi dell’inflazione. Nei primi 11 mesi del 2021 i nostri settori trainanti hanno registrato numeri impensabili un anno prima, quando la pandemia aveva scoraggiato qualsiasi ottimismo: moda e accessori +60%, arredamento ed edilizia +34%, food and beverage +21%, tanto per citare qualche numero. New York rappresenta un microcosmo: offre opportunità infinite, a patto di conoscerne a fondo le dinamiche culturali e di mercato. Mai come in questo caso, chi fa da sé fa male.
Quali sfide deve affrontare il made in italy?
Internazionalizzazione e sostenibilità sono le sfide che non può perdere. Il patrimonio unico che la storia ci ha consegnato e che rivive oggi in eccellenze manifatturiere, del food and beverage, della moda e del design industriale deve aprirsi a un dialogo moderno, all’altezza di un mercato globale in continuo cambiamento. La nostra vocazione è accompagnare le eccellenze a strutturarsi adeguatamente per cogliere le occasioni, aprendosi alle opportunità che il mercato statunitense e New York, in particolare, possono garantire a chi propone un progetto di crescita consapevole e sostenibile.



