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Il Qatar vieta la birra negli stadi dei Mondiali. Lo sponsor Budweiser: “Imbarazzante”

L’annuncio segna un’inversione di rotta: in Qatar è illegale bere in pubblico e gli alcolici dovevano essere serviti in aree limitate

18 novembre 2022
Qatar 2022
Trending | Forbes.it — (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
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Forbes.it

Come ha confermato la Fifa, rispetto a quanto precedentemente annunciato, il Qatar ha deciso di vietare la vendita di birra negli stadi dei Mondiali di calcio. La questione si aggiunge alle numerose polemiche sull’evento e rischia di mettere in imbarazzo l’organo di governo del calcio e di causare problemi con lo sponsor storico del torneo, Budweiser.

I fatti principali

  • Come ha dichiarato la Fifa, i tifosi a Doha, in Qatar, non potranno acquistare alcolici negli stadi.
  • Chi si trova nelle aree aziendali degli stadi – area luxury e fuori dalla portata della maggior parte dei tifosi – potrà comunque acquistare alcolici, e la birra analcolica (Bud Zero) sarà ancora disponibile.
  • L’annuncio rappresenta una drastica inversione di rotta – in Qatar è illegale bere in pubblico e gli alcolici dovevano essere serviti in aree limitate e le vendite strettamente controllate – e arriva a soli due giorni dall’inizio del torneo.
  • La Fifa ha dichiarato che la decisione è arrivata dopo il confronto con il Qatar, Paese ospitante, e ha assicurato ai tifosi che entrambe le parti lavoreranno per rendere il torneo “un’esperienza divertente, rispettosa e piacevole per tutti”.
  • Il divieto probabilmente farà arrabbiare Budweiser, che è uno dei principali sponsor dei Mondiali da decenni e aveva il diritto esclusivo di vendere birra al torneo. La Fifa ha ringraziato la sua società madre Ab InBev per la comprensione.
  • L’account ufficiale di Budweiser ha pubblicato un breve tweet, poi cancellato, che diceva: “Beh, questo è imbarazzante…”.

L’accordo Fifa-Budweiser

Non è chiaro quali azioni Budweiser o la sua società madre prenderanno, se ne prenderanno, in merito alla retromarcia. Il birrificio ha un accordo di sponsorizzazione con la Fifa per l’evento del valore di 75 milioni di dollari e potrebbe considerare la decisione come una grave violazione del contratto. Ab InBev ha dichiarato di essere stata informata della decisione il 12 novembre e sta collaborando con la Fifa per ricollocare gli stand. “La nostra attenzione è rivolta a offrire la migliore esperienza possibile ai consumatori nelle nuove circostanze”.

Sullo sfondo

I Mondiali di calcio hanno una grande portata economica e politica, e le controversie hanno caratterizzato la candidatura di Doha in ogni fase del processo. Le accuse di corruzione hanno inficiato il processo di selezione degli ospitanti – il Qatar è stato scagionato dalla Fifa anni fa – e gli sforzi per costruire gli enormi stadi e le infrastrutture per l’evento sono stati oscurati dalla morte di migliaia di lavoratori.

Il Qatar ha un bilancio desolante in termini di diritti umani: l’omosessualità è illegale e i diritti delle donne sono limitati, il che fa temere che i tifosi possano trovarsi in difficoltà. Si ritiene che il costo ambientale dell’ospitare il torneo in una nazione desertica sia molto alto, contrariamente a quanto affermato dalla nazione ospitante, che si dichiara attenta dal punto di vista delle emissioni di carbonio.

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