L’intelligenza artificiale potrebbe sostituire l’equivalente di 300 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. È questo uno dei punti salienti del report di Goldman Sachs, che riporta come circa due terzi delle occupazioni siano esposte in qualche misura all’Ia. Qualcuna di più e qualcuna di meno. Sono infatti un quarto le attività lavorative negli Stati Uniti e in Europa che potrebbero essere sostituite totalmente. Secondo il rapporto, rimarrà disoccupato chi perderà il 50% o più del proprio carico di lavoro giornaliero a causa di un bot.
I posti più a rischio
Negli Stati Uniti, le categorie più a rischio esposizione all’automazione sono gli impiegati d’ufficio, i lavoratori del settore legale e gli architetti e ingegneri. I mestieri meno esposti sono quelli legati alle costruzioni, alla pulizia e alla manuntenzione e quelli legati all’installazione.

In Europa a rischiare di più (45% della forza lavoro dell’industria esposta all’automazione) sono gli impiegati amministrativi, i professionisti (35% della forza lavoro esposta) e i tecnici (31% della forza lavoro esposta).

Le opportunità
L’attenzione del report è rivolta soprattutto ai lavori “da scrivania”, poiché lo scenario di base non include la robotica potenziata dall’intelligenza artificiale. Nonostante questa “sostituzione occupazionale” il valore totale annuo dei beni e dei servizi prodotti a livello globale potrebbe aumentare del 7%. I benefici legati all’Ia potrebbero essere principalmente due: i dipendenti che rimarranno a ricoprire le rispettive posizioni impiegheranno il loro tempo per svolgere un lavoro più prezioso, mentre quelli che sono stati licenziati potrebbero essere assunti per occuparne di nuove create dal progresso.




