Gli attacchi hacker sono una costante minaccia per i cittadini e le aziende, sempre più intente a difendere le proprie reti informatiche e il proprio business. Secondo Domenico Cicconardi, account manager enterprise e public sector di DuskRise, azienda di cybersecurity e threat intelligence, sono diverse le azioni che i difensori possono intraprendere per stoppare i sempre più complessi e articolati cyber attacchi: dalla cyber threat intelligence alla formazione costante. Aspetto, quest’ultimo, che lo stesso Cicconardi ha seguito negli ultimi anni. Durante la sua carriera, infatti, ha affinato la sua esperienza nell’ambito delle relazioni internazionali presso il ministero degli Affari esteri, per poi concentrarsi sullo sviluppo del business e la gestione dei dati in Uber, dove ha dato un apporto chiave per lo sviluppo del business di Uber Eats in Italia.
Quando ha capito che la cybersecurity sarebbe stata il suo mondo? C’è stato un evento particolare, che le ha fatto pensare: ‘Quello è il mio settore’?
Quando, nella primavera del 2016, ho letto la ricerca del Mit intitolata With Hospital Ransomware Infections, the Patients Are at Risk, ho preso coscienza della gravità delle minacce alla cybersecurity e del loro impatto sulle vite delle persone. L’idea che gli ospedali fossero vittime di attacchi informatici, con possibili conseguenze sulla vita dei pazienti, ha rivelato una nuova dimensione di vulnerabilità nel nostro mondo digitale. Tutto ciò ha consolidato in me una verità inquietante, ma necessaria: la cybersecurity non riguarda solo la protezione dei dati, ma, in molte circostanze, la salvaguardia delle vite umane. Questo mi ha spinto a considerare la cybersecurity non solo come una professione, ma come una missione per mantenere sicura la vita delle persone e cercare di migliorarla. Ho quindi iniziato ad appassionarmi al tema, per poi indirizzare la mia ricerca e i miei studi verso la cybersecurity.
Nel dettaglio, che cosa significa fare cybersecurity in un contesto come quello attuale, in cui gli attacchi hacker sono giornalieri?
È come essere Neo in Matrix. Gli agenti (gli hacker) cercano continuamente di infiltrarsi e manipolare la realtà a proprio vantaggio. Noi siamo come Neo, che deve evolversi, imparare e adattarsi rapidamente per neutralizzare le minacce. In un mondo in cui ogni click può essere un’illusione o una trappola, il nostro compito è decifrare la realtà, andare oltre le apparenze e proteggere l’ecosistema digitale. E proprio come Neo, ogni volta che pensiamo di avere tutte le risposte, il sistema presenta nuove sfide, richiedendo una continua evoluzione e apprendimento.
Cosa devono fare le persone per proteggere la propria identità digitale, dai social ai dati sensibili?
Il consiglio è quello di essere sempre vigili, agendo da utenti consapevoli. Questo significa non solo essere informati, ma anche anticipare e adattarsi alle minacce. Questa consapevolezza deriva da una formazione costante e dall’aggiornamento su nuovi rischi e soluzioni. Inoltre, è fondamentale utilizzare tutte le accortezze e gli strumenti a disposizione, come la crittografia, la verifica in due passaggi e la formazione periodica, per garantire una navigazione sicura. In sostanza, proteggere la nostra identità digitale è una combinazione di educazione, adattamento e uso delle migliori pratiche di sicurezza.



