Che piaccia o no, sentiremo sempre più parlare di intelligenza artificiale. Dalla medicina alla finanza, dalla logistica al retail, dall’industria manifatturiera a quella energetica, l’Ia sarà presente in quasi tutti gli aspetti della vita sociale, professionale e personale. La rivoluzione dell’Ia non passa inosservata e porta con sé molte opportunità e molti rischi.
Da un lato può portare un miglioramento dell’assistenza sanitaria, dei sistemi di trasporto e di sicurezza e creare servizi per i cittadini più economici e magari più efficaci. Ma dall’altro i sistemi di Ia programmati con dati distorti, ad esempio, possono ostacolare i principi democratici e creare discriminazioni per etnie, genere, età, oppure nei confronti di minoranze, soggetti deboli. Per questo sentiamo parlare di affidabilità dell’Ia (Trustworthy Ai) e dell’esigenza di un approccio etico.
I consumatori e i dipendenti si aspettano che le aziende li salvaguardino, agendo in moto etico. Il 63% dei consumatori – secondo gli ultimi risultati dell’Edelman Trust Barometer Global Report 2023 – acquista o sostiene i marchi in base alle proprie convinzioni e valori.
Entra in gioco Trustworthy Ai
Secondo Sas, colosso nel data analytics, “le organizzazioni di tutto il mondo devono sfruttare dati, analytics e intelligenza artificiale per innovare ed essere più resilienti, ma devono farlo in modo etico e affidabile”. Il perno essenziale per garantire il successo di un’azienda sarà la fiducia da parte di clienti e consumatori sull’utilizzo responsabile dell’Ia.



