BRANDVOICE – ZSCALER | PAID PROGRAM
Di Marco Gioanola, senior sales engineer and solutions architect di Zscaler
La recente esplosione dell’utilizzo di strumenti di IA generativa ha posto sotto i riflettori le evidenti implicazioni di tale fenomeno per la sicurezza informatica aziendale. I ciso e i cto delle aziende italiane sono consci di tali rischi, ma anche della necessità di controllare e ‘riordinare’ l’adozione dell’IA da parte dei dipendenti senza ricorrere a divieti generalizzati. Gli utenti finali e, spesso, il management premono per la celere adozione dell’IA generativa per semplificare l’analisi dei dati e la produzione di documentazione e codice: a fronte dei grandi benefici percepiti, ciò però espone l’azienda da un lato all’esfiltrazione di dati sensibili o riservati (dati in pasto a tool fuori dal controllo delle policy aziendali), e dall’altro alla generazione di contenuti inaffidabili e di dubbia qualità, che vengono quindi rimessi in circolo con effetti imprevedibili.
Il governo dell’utilizzo degli strumenti di IA generativa costituisce una parte sempre più importante della trasformazione digitale in corso. Le soluzioni tradizionali di network security risultano ormai inadeguate a far fronte, ad esempio, al controllo della cosiddetta ‘Shadow AI’, cioè l’utilizzo di tool di intelligenza artificiale che non garantiscono i livelli di privacy e sicurezza necessari a gestire dati aziendali. A fronte della complessità delle reti globali odierne, il parco macchine tradizionale si è rivelato tecnologicamente insufficiente e ingestibile dal punto di vista operativo, e la grande maggioranza delle aziende – oltre a tutti i principali analisti del settore – vede nel Secure Service Edge (Sse) la piattaforma in grado di fornire la scalabilità e flessibilità necessarie.



