L’offerta è finalmente arrivata. Dopo mesi di ragionamenti legali, il colosso farmaceutico Johnson & Johnson ha dichiarato di aver dato vita a un piano da 6,47 miliardi di dollari “per la risoluzione completa e definitiva di tutte le rivendicazioni attuali e future” di chi accusa il talco della società di provocare il cancro ovarico. Cosa che l’azienda continua a smentire, anche se l’ha ritirato dal mercato nordamericano.
“Il piano rappresenta il culmine della nostra strategia di risoluzione consensuale annunciata a ottobre”, ha affermato Erik Haas, vicepresidente degli affari legali di Johnson & Johnson . “Da quel momento, la società ha collaborato con i legali che rappresentano la stragrande maggioranza dei ricorrenti per portare a termine questo contenzioso. Cosa che ci aspettiamo di fare attraverso questo piano”.
Le cause
Le cause legali che riguardano il talco e il cancro ovarico rappresentano il 99,75% delle cause pendenti contro Johnson & Johnson e le sue affiliate negli Stati Uniti. L’accordo è legato a una terza dichiarazione di fallimento di una società controllata da J&J, la Ltl Management. Il colosso farmaceutico ha anche raggiunto un accordo di principio per risolvere tutte le altre cause, sempre relative al talco presentate dai fornitori (Imerys Talc America, Cyprus Mines Corporation e le loro parti correlate).
Entrando nel dettaglio, il piano prevede innanzitutto un periodo di attesa di tre mesi, durante il quale i ricorrenti saranno informati di tutti i termini. Sarà convalidato se otterrà almeno il 75% dei consensi. Percentuale che dovrebbe essere raggiunta, considerando che il gruppo ha detto di avere “l’appoggio” degli avvocati dei ricorrenti (che hanno collaborato alla stesura stessa del piano). “Il piano dovrebbe essere confermato, perché è nei migliori interessi di coloro che hanno fatto causa”, ha aggiunto Johnson & Johnson.



