Gli sviluppatori di chatbot stanno costantemente migliorando le capacità di risposta delle intelligenze artificiali attraverso l’implementazione di algoritmi più sofisticati e l’analisi dei dati raccolti dalle interazioni con gli utenti.
Nonostante ciò, IA generative come ChatGpt o Bard dimostrano di non essere razionali durante i test cognitivi. A indicarlo è uno studio in via di pubblicazione sulla rivista Royal Society Open Science realizzato dai ricercatori dell’University College di Londra Olivia Macmillan-Scott e l’italiano Mirco Musolesi, che lavora anche all’Università di Bologna.
Nei test di ragionamento, le intelligenze artificiali hanno riportato le stesse percentuali di errore degli umani, dimostrando però di non essere in grado di cogliere il senso delle parole e del contesto: “Il nostro lavoro partiva dalla volontà di capire se i modelli linguistici usati oggi dimostrassero una capacità di ragionamento logico e, nel caso, di trovare un metodo per misurarla”, ha dichiarato all’Ansa Macmillan-Scott.
ChatGpt 4 si è distinto tra i chatbot per aver superato il 90% dei test. I motivi di questo risultato sono da attribuire, secondo i ricercatori, al livello di addestramento ai test e alla sua capacità di utilizzare tool paralleli.



