Quanto guadagnano i vertici delle società quotate a Piazza Affari? A dare una risposta a questo quesito è stata Mercer, società di Marsh McLennan, nella dodicesima edizione dello “Studio sui compensi dei Consigli di Amministrazione delle società appartenenti all’Indice Ftse Mib”, finalizzato ad analizzare le retribuzioni fisse e variabili degli amministratori delegati e degli organi di amministrazione e controllo. Inoltre, Mercer Italia ha fornito una panoramica sulla presenza femminile nei ruoli dirigenziali delle società quotate.
Per quanto riguarda i compensi, il 2023 ha visto un consolidamento delle performance aziendali per la maggior parte delle società del listino Ftse Mib di Borsa Italiana, registrando un incremento del 7% dell’utile lordo rispetto all’anno precedente. Tale aumento è stato trainato, principalmente, dal settore dei servizi finanziari, che ha beneficiato dell’innalzamento dei tassi di interesse, risultante dalle misure di politica monetaria restrittiva. I compensi fissi degli amministratori delegati sono rimasti generalmente stabili rispetto al 2022, mostrando una lieve diminuzione del 5%. Questo trend si è manifestato in modo coerente anche nei sistemi di incentivazione di breve periodo, ambito che ha mostrato nel 2023 una leggera flessione dei valori (9%) rispetto all’anno precedente.
Guardando, invece, all’analisi dei risultati di breve periodo, nel 2023 il 67% degli ad ha raggiunto risultati superiori ai target presenti nelle loro scheda obiettivo, mentre è cresciuto il numero delle società che hanno conseguito risultati inferiori al target, passate dal 18% del 2022 al 25% del 2023.
Contestualmente, i presidenti dei CdA e gli amministratori non esecutivi hanno mantenuto i rispettivi emolumenti in linea con il 2022, così come i compensi dei membri dei comitati endoconsiliari che sono rimasti costanti anche a fronte di un generale aumento delle attività. Lo studio ha, infine, constatato un decremento della remunerazione riconosciuta ai membri del comitato Nomine.



