GroupM ha rilasciato le sue previsioni semestrali che esplorano, a livello globale, come alcuni fattori tra cui tecnologia, cultura, politica ed economia avranno un impatto sulla pubblicità nei prossimi mesi e anni. “Nel complesso”, si legge nel report, “le previsioni di metà anno delineano uno scenario più ottimistico per il settore pubblicitario mondiale, grazie alla crescita digitale, alla ripresa di mercati chiave come la Cina e all’accelerazione dell’adozione del retail media, della pubblicità in CTV e dell’IA”.
I dati mondiali
- 2024: GroupM stima che i ricavi pubblicitari globali cresceranno del 7,8%, raggiungendo i 989.8 miliardi di dollari, previsione rivista al rialzo rispetto alla precedente stima. Gli aumenti sono in gran parte dovuti alla revisione delle previsioni per la Cina, che ora si stima che registrerà 199,4 miliardi di dollari nel 2024 rispetto ai 148,2 miliardi di dollari dell’ ultima previsione.
- Gli Stati Uniti e la Cina rappresenteranno insieme il 57,1% dei ricavi pubblicitari mondiali, apportando 44.5 miliardi di dollari in più nel 2024 (escludendo la spesa politica statunitense). Questa crescita è trainata soprattutto dalla pubblicità digitale pure play e Out Of Home (OOH).
Il caso italiano
Il contesto economico italiano continua a mostrare delle ombre di fragilità e incertezza. Nonostante questo, il mercato pubblicitario negli ultimi anni (post Covid) sta mostrando un andamento anticiclico, allontanandosi dal trend economico e mostrando una reattività inaspettata.
In cifre
Il 2024 ha mostrato un inizio decisamente positivo per quasi tutti i mezzi e, con il boost proveniente dagli eventi sportivi presenti nel periodo estivo e il fermento nel mondo streaming, si attende che cresca del 4,7%, (11.5 miliardi di euro). Questa stima potrebbe, però, avvicinarsi ad un 5.0%, se anche la seconda parte dell’anno dovesse mostrarsi altrettanto vivace.
Per fotografare bene l’andamento dei diversi mezzi, però, è essenziale sottolineare l’importanza delle “digital extension”. Si parla quindi di tutte quelle componenti digitali che dalle revenue digital possono essere riattribuite al mezzo offline di competenza per restituirgli una sua “interezza”. Qualche esempio? Le reti Rai con Raiplay, i canali radiofonici e i loro siti, app e streaming e le testate stampa con i loro siti.



