In un angolo di Montalcino, in provincia di Siena, c’è una vineria che sogna di cambiare il modo in cui viviamo il vino. Vineria Aperta, infatti, non è solo un luogo dove sorseggiare un bicchiere di Brunello, ma propone anche un’esperienza immersiva che unisce tradizione e innovazione.
I fondatori hanno creato un manifesto che sfida le convenzioni del settore. La loro filosofia si allinea ai principi del Manifesto Slow Food: come Slow Food, Vineria Aperta celebra l’unicità del terroir, promuovendo un’esperienza pensata per esaltare le caratteristiche del Brunello di Montalcino. Secondo la filosofia ‘Landscape Drinkers’, invita i visitatori a immergersi completamente nel terroir, esplorando le diverse espressioni del Sangiovese attraverso degustazioni. Non si tratta solo di bere vino, ma di capire come il terreno, l’altitudine e l’esposizione plasmano ogni bottiglia.
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Questo approccio enfatizza l’importanza del contesto geografico e naturale nella degustazione. In un mondo in cui la globalizzazione tende a uniformare i gusti e le esperienze, insomma, celebra le unicità locali. Perché ogni vino non è solo un prodotto, ma un’espressione del territorio, influenzato da fattori come il suolo, il clima, la topografia e la comunità umana.
L’idea è permettere ai visitatori di esplorare il vino in modo più profondo e consapevole, comprendendo le caratteristiche che ogni zona può offrire e facendo apprezzare come il Brunello di Montalcino possa variare notevolmente in base al terroir. Il manifesto incoraggia un viaggio sensoriale attraverso i quattro versanti di Montalcino, ciascuno con le sue caratteristiche geologiche e climatiche.



