“A giorni con la Presidente del Consiglio dovremmo firmare l’accordo complessivo”, ha esordito così, durante Hey Sud, il ciclo promosso da EY nel Sud Italia, Raffaele Piemontese, Assessore al Bilancio alla Programmazione della Regione Puglia, in riferimento alla firma dell’Accordo per la Coesione fra la Regione Puglia e il Governo, il patto che porterà nelle casse regionali circa sei miliardi di euro. “Le regole di attuazione però sono in parte cambiate rispetto al ciclo precedente, questo Governo terrà conto di un maggiore accentramento a livello nazionale circa la governance del Fondo di Sviluppo e Coesione. Ci sarà una cabina di regia che andrà a stabilire la condivisione dei progetti e l’autorizzazione delle economie che residuano nei vari progetti”, ha aggiunto Piemontese.
Una notizia importante considerando che, grazie all’efficace utilizzo dei fondi, la Puglia potrà affrontare con maggiore determinazione le sfide che l’attendono nei prossimi anni, rafforzando la competitività e un modello di sviluppo inclusivo e sostenibile. L’Fsc, hanno ricordato gli ospiti del talk, va ad incanalarsi in un binario parallelo a quello del Pnrr, come sottolinea Luciana Di Bisceglie, Presidente Unioncamere Puglia. “Non possiamo correre il rischio di impegnarci in progetti che vadano in collisione – ha spiegato Di Bisceglie – dobbiamo fare un’azione complementare con quanto già fatto con i fondi del Pnrr. La Puglia è una regione che ha reagito allo choc pandemico grazie al dinamismo delle proprie imprese e questa forza insita può aiutarci ad avere una crescita strutturata”.
C’è fiducia nella capacità della regione di gestire i fondi e di farlo in maniera sostenibile per creare futuro. “Il sistema Puglia ha una collaborazione collaudata tra pubblico e privato – ha commentato Marina Lalli, vicepresidente Confindustria Bari e BAT – c’è un’agenzia regionale per la spesa dei fondi che funziona molto bene. Partiamo da una capacità e consapevolezza molto alta, quando arriveranno questi fondi sono sicura che la Puglia saprà come spenderli in maniera adeguata”. Nonostante la Puglia sia l’ultima regione d’Italia, insieme alla Sardegna, a dover ancora firmare il Patto, ha le idee ben chiare sui settori su cui investire: crescita, talenti e fasce deboli, ma anche Sanità e digitalizzazione, con un elenco di oltre 450 progetti pronti per essere finanziati.
“Quando parliamo di talenti non possiamo che parlare dei nostri studenti» ha sottolineato Domenico Antonacci, Presidente ANCE Giovani Bari e BAT. “Nella sola Bari abbiamo 16mila fuori sede e 1880 posti letto garantiti solo da Adisu. Stiamo parlando di una differenza abissale, se vogliamo investire sui talenti e sul futuro c’è bisogno di impresa, di costruzione, dobbiamo approfittare di questa grande possibilità per eliminare ogni disparità”. I Fondi di Coesione avranno l’obiettivo di ampliare le aziende e stimolare la competitività, sostenendo il tessuto economico e l’internalizzazione per favorire l’introduzione dell’intelligenza artificiale.



