Dopo Elon Musk, Donald Trump ha scelto un altro miliardario per il suo Doge, il dipartimento per l’efficienza governativa. Si tratta di Vivek Ramaswamy, 39 anni, repubblicano e investitore nel settore biotecnologico. Le sue battaglie? L’opposizione al “woke” e l’estrema fiducia verso il capitalismo. Ramaswamy è figlio di immigrati indiani – il padre è ingegnere e avvocato di brevetti e la madre psichiatra – ha frequentato Harvard, dove ha studiato biologia e co-fondato StudentBusinesses.com, un sito web, poi venduto, per mettere in contatto giovani imprenditori con investitori professionisti.
La carriera di Ramaswamy
Secondo la Real Time Billionaires di Forbes, Ramaswamy ha un patrimonio netto di 1 miliardo di dollari. Secondo Forbes, la ricchezza di Ramaswamy deriva da una società di sviluppo di farmaci chiamata Roivant Sciences, quotata in borsa nel 2021. Da quando ha fondato l’azienda nel 2014, ha incassato più di 260 milioni di dollari. Ha diversificato i proventi in un portafoglio di investimenti standard, con circa il 60% in azioni e il 40% in obbligazioni. Ma ha anche puntato su Bitcoin ed Ethereum, su alcune azioni della concorrente di YouTube, Rumble, e ha una partecipazione nella società di pagamenti crypto MoonPay.
Poi, è arrivata la politica. Nel 2021, Ramaswamy ha lasciato il ruolo di ceo di Roivant e si è avvicinato alla politica, pubblicando un libro intitolato Woke, Inc., in cui si schiera contro gli investimenti esg delle aziende. Un anno dopo, ha creato un fondo “anti-woke”chiamato Strive Asset Management. Ramaswamy ha sostenuto che i principali gestori patrimoniali, come BlackRock, State Street e Vanguard, mescolano attività di business con politiche esg, danneggiando così gli interessi degli investitori. “Sosteniamo questo movimento che chiamiamo ‘capitalismo di eccellenza,’ come alternativa al capitalismo dei portatori di interessi,” ha spiegato Ramaswamy nel podcast Trillions. “Il capitalismo di eccellenza si concentra esclusivamente sulla fornitura di prodotti e servizi eccellenti ai clienti, sopra tutte le altre agende, incluse quelle politiche e sociali”.
A sostenere Strive, ci sono stati diversi importanti investitori. Secondo Forbes, Peter Thiel, che ha sostenuto altre iniziative “anti-woke” come Rumble, ha investito dei capitali. Anche Bill Ackman, miliardario dei fondi speculativi, e Joe Lonsdale, co-fondatore di Palantir, hanno contribuito.



