Responsibility

Per la maggior parte dei manager italiani le iniziative di diversità e inclusione non sono una priorità

Il 54% delle aziende italiane non ha programmi di de&i e nel 76% dei cda le diversità non sono rappresentate

13 marzo 2025
persone camminano hr
Responsibility | Forbes.it — (Immagine Getty)
F
Scritto da
Forbes.it

Il 54% delle aziende italiane non ha iniziativa di de&i (diversity, equity & inclusion). E per il 56% dei manager questi programmi non sono una priorità. A rivelarlo è una ricerca condotta da Lhh, società del gruppo Adecco, secondo la quale solo il 44% dei dipendenti si sente rispettato in azienda e dai propri team.

Lo studio ha rilevato anche che nel 76% dei consigli di amministrazione le diversità non sono rappresentate e che il 15% dei manager non è informato o non ha alcun interesse verso il tema. La situazione è particolarmente grave nel nord-est, dove le aziende per le quali i programmi di de&i sono prioritari sono meno della metà rispetto a nord-ovest e centro-sud.

Gli effetti della de&i

Eppure diverse aziende sono consapevoli che le iniziative di de&i possono portare numerosi vantaggi. C’è la consapevolezza che la diversità può portare empatia (49%), che la compresenza di prospettive diverse stimola nuove idee (54%) e che l’inclusività riduce il turn over (40%), assicurando maggiore efficienza (37%).

“Considerare fondamentale l’importanza dell’inclusione e il rispetto delle diversità nel mondo del lavoro è cruciale”, ha detto Luca Semeraro, country president Italy e svp recruitment solutions Dach, Netherlands and Poland di Lhh. “Il management e i C-level sono chiamati a giocare un ruolo cardine nel veicolare messaggi di inclusività, affinché raggiungano tutti i livelli della gerarchia aziendale. Nello specifico, le figure apicali sono il canale preferenziale per trasferire best practice, sono loro ad avere il margine necessario per veicolare approcci realmente innovativi e fare in modo che anche i sottoposti percepiscano le iniziative de&i messe in atto”.

Che cosa rende un’azienda inclusiva

Quanto a ciò che rende davvero un’azienda inclusiva, secondo i manager i fattori determinanti sono le pari opportunità di crescita professionale (75%), l’equa retribuzione (55%) e la promozione del senso di appartenenza (43%).

Non viene invece percepita l’importanza di aspetti come la flessibilità oraria (18%), l’apertura a smart working e programmi ‘work from anywhere’ (15%), la flessibilità su congedi parentali e di assistenza familiare (10%), i servizi supplementari in azienda, come mensa e asilo nido (10%) e i benefit-welfare non monetari (9%).

Un clima che cambia

I dati sull’Italia sembrano in linea con un cambiamento del clima politico e culturale che non riguarda solo il nostro Paese. Negli ultimi mesi diverse grandi aziende americane, hanno ridimensionato i programmi di de&i. Meta, per esempio, ha eliminato l’iniziativa Diverse Slate, che garantiva la considerazione di candidati qualificati provenienti da gruppi sottorappresentati, ha bloccato quelli legati all’inclusività dei fornitori e ha annunciato lo scioglimento del team de&i. Tra le altre imprese che hanno intrapreso la stessa strada ci sono McDonald’s, Walmart, Boeing, Ford e Harley-Davidson.

La svolta è dovuta sia a cambiamenti normativi – nel 2023 una sentenza della Corte Suprema ha stabilito che i programmi di ‘affermative action’ per la tutela delle minoranze etniche nelle ammissioni ai college sono incostituzionali -, sia a un nuovo clima politico anti-woke, dimostrato anche dall’elezione alla presidenza di Donald Trump.

Test Forbes

Hai letto tutto? Mettiti alla prova con il test dell'articolo

Tre domande generate dall'articolo, senza punteggio. Con un account Forbes ogni test diventa punti nel wallet, livelli e badge.

SUITEAI

Su Google scegli Forbes tra le fonti preferite: le notizie di Forbes Italia in evidenza nei risultati.

Aggiungi Forbes
Più letti