La tregua ancora non c’è, e nemmeno un accordo. Ma l’incontro di ieri alla Casa Bianca tra Trump e Zelensky, con la presenza dei principali leader europei, segna un nuovo, piccolo passo verso quella che potrebbe sembrare una pace. Una pace difficile, trascinata, forse solo apparente. Una pace che Putin, almeno per ora, sembra non volere davvero. Sempre vicina, sempre possibile, ma che continua a sfuggire, perché Putin vuole vincere: non cerca un compromesso, ma una resa sostanziale da parte dell’Ucraina.
Lo dimostrano le condizioni imposte dal Cremlino per porre fine alla guerra: inaccettabili per l’Ucraina, ma che Donald Trump, che solo poche settimane fa minacciava nuove sanzioni contro Mosca in assenza di un cessate il fuoco, ora non sembra escludere del tutto. In particolare, Putin vuole la cessione dell’intero Donbas, comprese le aree ancora sotto controllo ucraino. Una richiesta che, secondo il cancelliere tedesco Friedrich Merz, equivale a “chiedere agli Stati Uniti di rinunciare alla Florida”.
L’incontro tra Trump e Zelensky
Stavolta, rispetto al disastroso primo faccia a faccia tra i due capi di stato lo scorso 28 febbraio, il clima era più disteso. Stavolta il presidente ucraino ha lasciato a casa l’uniforme militare e si è presentato in abito. L’incontro non ha portato grandi novità sul fronte del conflitto, ma ha comunque segnato un risultato importante. La svolta più significativa è stata l’apertura a un confronto diretto tra Zelensky e Putin, che secondo Trump potrebbe tenersi già entro agosto.
Intanto, secondo quanto riportato dal Financial Times, un documento rivela che l’Ucraina si impegnerà ad acquistare armamenti americani per un valore di 100 miliardi di dollari finanziati dall’Europa, in cambio di garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti. La proposta prevede inoltre un accordo fra Kiev e Washington per produrre droni con aziende ucraine.



