L’assemblea degli azionisti di Mediobanca ha respinto l’operazione proposta dal consiglio di amministrazione per acquisire Banca Generali attraverso la partecipazione del 13% detenuta in Generali. L’affluenza si è attestata al 77,9% del capitale sociale e la votazione, durata meno di mezz’ora sotto la supervisione del notaio Carlo Marchetti, ha visto prevalere contrari e astenuti sul fronte dei favorevoli.
Voti frammentati e astenuti decisivi: l’assemblea boccia l’offerta su Banca Generali
Nel dettaglio, i voti a favore hanno rappresentato il 35% del capitale, di cui il 25% proveniente da investitori istituzionali e il 10% da investitori privati. I contrari, pari al 10% del capitale, sono sostanzialmente riconducibili al Gruppo Caltagirone, mentre gli astenuti hanno totalizzato il 32%, tra cui Delfin (20%), le casse previdenziali italiane (5%), investitori istituzionali come Amundi, Anima e Tages (3%), Edizione Holding (2%) e Unicredit (2%). Mediobanca ha quindi dichiarato decaduta l’offerta su Banca Generali.
L’operazione era stata lanciata per contrastare l’offerta pubblica di scambio (Ops) di Monte dei Paschi di Siena e inserirsi nel processo di consolidamento in corso nel settore bancario italiano. Prima dell’assemblea, Mediobanca aveva rinviato la votazione a giugno per mancanza di sostegno sufficiente, fissando inizialmente la data al 25 settembre e anticipandola poi al 21 agosto, per permettere agli investitori di esprimersi sulla strategia più adatta per la banca.
Nagel: “Un’opportunità persa per Mediobanca e il sistema finanziario italiano”
“Desidero ringraziare tutti coloro che hanno creduto e sostenuto il percorso di forte crescita e trasformazione di Mediobanca nel corso degli anni e che hanno sostenuto l’operazione Banca Generali come ulteriore e definitivo passo nella creazione di un Wealth Manager con respiro internazionale”, ha dichiarato il ceo di Mediobanca, Alberto Nagel.



