Elon Musk ha cercato di convincere Mark Zuckerberg, fondatore e ceo di Meta, a sostenere la sua offerta da 97,4 miliardi di dollari per l’acquisto dell’organizzazione no-profit che controlla OpenAI all’inizio di quest’anno. È emerso da un documento depositato in tribunale giovedì da OpenAI. Una mossa inaspettata, visto che la tensione tra Musk e Zuckerberg, nota per le loro precedenti sfide pubbliche, rendeva poco plausibile una collaborazione.
Fatti principali
- La dichiarazione è emersa in un documento depositato presso la corte federale del distretto della California Settentrionale, nell’ambito del procedimento legale in corso tra Musk e OpenAI. Il tutto è iniziato lo scorso anno dopo che il ceo di Tesla e proprietario di xAI ha citato in giudizio l’azienda di intelligenza artificiale per la sua proposta di trasformazione in entità a scopo di lucro.
- In risposta alle domande legali presentate da OpenAI, si legge nel documento che Musk “ha identificato Mark Zuckerberg” come un individuo con cui “ha comunicato” in merito a “potenziali accordi di finanziamento o investimenti” in relazione al produttore di ChatGPT.
- Il documento rileva che né Zuckerberg né Meta hanno firmato la lettera d’intenti di Musk, né hanno partecipato all’offerta di Musk da 97,4 miliardi di dollari.
- Nello stesso documento, OpenAI ha esortato il giudice che sovrintende al caso a ordinare a Meta di condividere qualsiasi documento e comunicazione relativa all’offerta di Musk. “Le comunicazioni di Meta con altri offerenti… le discussioni con Musk o altri offerenti, farebbero luce anche sulle motivazioni dell’offerta”, ha osservato.
- A sua volta, Meta chiede al tribunale di respingere la citazione di OpenAI, sostenendo che i documenti richiesti da OpenAI dovrebbero essere ottenuti direttamente da Musk e che qualsiasi documento richiesto al gigante dei social media “non è rilevante ai fini di questa azione”.
Cosa sappiamo della battaglia legale tra Musk e OpenAI?
Musk, uno dei cofondatori di OpenAI, ha intentato una causa contro l’azienda e il suo ceo Sam Altman lo scorso anno, sostenendo che avrebbero minato l’obiettivo fondamentale di OpenAI di sviluppare un’intelligenza artificiale generale (Agi) che fosse open source e a “beneficio dell’umanità”, puntando piuttosto alla massimizzazione dei profitti.
Musk ha affermato che quando i fondatori di OpenAI, Altman e Greg Brockman, lo hanno contattato nel 2015, hanno concordato di lanciare “un’intelligenza artificiale generale (Agi) senza scopo di lucro a beneficio dell’umanità, non per un’azienda a scopo di lucro che cerca di massimizzare i profitti degli azionisti”. Il miliardario ha affermato che, secondo l’accordo originale, l’Agi sarebbe stata open source, salvo eventuali considerazioni relative alla sicurezza. Sempre secondo Musk, OpenAI, che sta per diventare un’entità a scopo di lucro, ha rinnegato l’accordo originale.
In risposta, la dirigenza di OpenAI ha affermato che Musk aveva riconosciuto già nel 2017 la necessità di un’entità a scopo di lucro per raggiungere gli obiettivi di creare un’intelligenza artificiale globale (Agi). Tanto che aveva tentato di diventarne l’amministratore delegato e il principale azionista. L’azienda ha dichiarato di non poter accettare le condizioni di Musk e il miliardario ha quindi scelto di lasciare OpenAI nel febbraio 2018. All’inizio di quest’anno, OpenAI ha presentato una controquerela a Musk, sostenendo che il miliardario stava conducendo campagne dannose contro l’azienda.



