Il ‘jolli’ di Tony Tan Caktiong è senza la ‘y’, ma, come la carta da gioco, ha dato una direzione nuova e imprevista alla vita di Tony e della sua famiglia. Secondo Forbes, il patrimonio dell’imprenditore è di 1,2 miliardi di dollari e la sua Jollibee Foods è una delle catene di ristoranti asiatici in più rapida crescita al mondo, con migliaia di punti vendita e 19 marchi nelle Filippine e nei mercati esteri, come Singapore, Malesia ed Emirati Arabi Uniti. La storia di Caktiong intreccia buddismo, attività di famiglia, partenza dal basso e intuizione. Ed è la storia di una persona che ha iniziato proponendo un prodotto, per poi virare in un’altra direzione, ascoltando il mercato e i clienti.
La storia di Tony Tan Caktiong
Il senso del gusto è stato probabilmente il primo di cui Tony è diventato consapevole. Come ricorda l’edizione asiatica di Forbes, il padre era cuoco in un monastero buddista a Manila, nelle Filippine. Gli assaggi, l’abitudine a provare gusti e consistenze diverse sono diventati parte integrante della sua infanzia. “Mia madre diceva che ero il più difficile da educare perché ero quello con il palato più esigente, mentre i miei fratelli mangiavano qualsiasi cosa”, ha ricordato Tony, terzo di sette figli.
La famiglia, originaria della Cina, emigrò nelle Filippine in cerca di una vita migliore. L’opportunità venne dalla ristorazione. Terminata l’esperienza nel monastero buddista, come ricorda Gulf News, il padre riuscì ad aprire un proprio ristorante cinese a Davao, circa 960 km a sud di Manila. Lì Tony, adolescente, iniziò a dare una mano. Iniziò con ruoli umili, come il lavapiatti, per poi passò a servire come cameriere e sparecchiare i tavoli. Il locale era modesto, ma sapeva farsi riconoscere: “Non aveva un’atmosfera speciale, ma divenne famoso per la bontà del cibo”, ricorda Tony.
Dall’ingegneria alla ristorazione
In un primo momento Caktiong si staccò dalla ristorazione negli studi. Ancora Forbes Asia spiega che si iscrisse a ingegneria chimica all’università di Manila. “Non avrei mai pensato di lavorare nel settore alimentare”, dice. “Mi piacevano i numeri, quindi pensavo che sarei diventato un ingegnere”. Durante il corso di laurea arrivò il momento della visita a uno stabilimento della Magnolia Ice Cream. C’erano Caktiong, uno dei suoi compagni di corso e Grace, che sarebbe diventata sua moglie. In quella circostanza i futuri sposi vennero a conoscenza di un’opportunità di franchising e nel 1975, poco dopo la laurea, aprirono due gelaterie.



