di Mirko Crocoli
Da sassofonista a imprenditore dell’entertainment, soprattutto in Italia. La parabola di Maxim Berin è una di quelle in cui passione e visione strategica si fondono fino a creare un modello di business unico. Nato artisticamente in Germania, dove si specializza in musica classica, Berin trascorre i suoi primi anni calcando i palchi non come organizzatore, ma da musicista. “Ho iniziato come sassofonista fino ai 27-28 anni”, racconta. “Quella è stata la mia prima specializzazione. Poi sentivo che avevo bisogno di qualcosa di più”.
Dal management culturale alla nascita di un impero globale degli eventi
Quel “qualcosa di più” arriva dall’incontro con il mondo del management culturale e dall’influenza del padre (maestro direttore d’orchestra, che ha gettato le basi del suo percorso), con il quale viaggia in tutti i continenti e scopre i retroscena dell’industria artistica. “Vivendo questo genere di vita dall’interno ho compreso come funzionava il meccanismo e ho capito che quella sarebbe stata la mia strada”. Nascono così i primi festival musicali, inizialmente dedicati alla classica, e una rete di contatti che col tempo si amplia fino a includere personaggi della musica jazz, pop e rock. Le collaborazioni spaziano da Carreras a Kissin, fino a grandi star come Will Smith, Andrea e Matteo Bocelli, Eros Ramazzotti. Ma anche leggende del calibro di Elton John e Seal, Robbie Williams, Simply Red, Lionel Richie, Michael Bublé, OneRepublic e Backstreet Boys.
Il passo decisivo è stata la fondazione della Berin Iglesias Holding, oggi con sede a Monaco di Baviera e filiali in tutto il pianeta. L’azienda organizza oltre 200 eventi all’anno e ha dato vita al Big Art Festival, un format capace di trasformare location iconiche – dalle ville private alle piazze storiche – in palcoscenici esclusivi. “Ci piace considerarci la Rolls Royce dell’industria degli eventi, con performance straordinarie dei nostri artisti, in eventi privati ed esclusivi”, afferma Berin. I numeri sembrano confermarlo: i Big Art – per la maggior parte presentatati in varie lingue dall’altoatesino Pietro Polidori, volto internazionale dei ‘sipari’ – si svolgono ogni anno in 12-14 luoghi altamente rappresentativi, puntando molto proprio sull’Italia con Forte dei Marmi e la Costa Smeralda, sempre con l’obiettivo di unire lusso, cultura e intrattenimento di alto profilo.



