Le speranze dell’India di mantenere rapporti amichevoli con la versione 2.0 di Trump sono state infrante quando gli Stati Uniti le hanno imposto dazi del 50%. Per attenuare l’impatto, il governo ha annunciato a settembre una vasta riduzione della tassa su beni e servizi (Gst) per stimolare i consumi, rendendo più economici diversi prodotti, tra cui le automobili. Tuttavia, l’indebolimento della rupia e un calo del 3% dell’indice di riferimento Sensex rispetto alla precedente rilevazione di Forbes hanno comportato un’erosione del 9% del totale dei patrimoni delle 100 persone più ricche del paese, sceso a 1.000 miliardi di dollari.
Il duello Ambani-Adani
Quasi due terzi delle persone presenti nella lista sono meno ricche rispetto all’anno scorso, compreso il primo in classifica, Mukesh Ambani, presidente e amministratore delegato del colosso petrolchimico e delle telecomunicazioni Reliance Industries. Il suo patrimonio è diminuito del 12% (14,5 miliardi di dollari), anche se Ambani resta un ‘centimiliardario’, con 105 miliardi di dollari. Entrato nel settore dell’intelligenza artificiale con la creazione di Reliance Intelligence, Ambani ha dichiarato di voler quotare in borsa la divisione delle telecomunicazioni, Jio, nel 2026.
Al secondo posto si colloca il magnate delle infrastrutture Gautam Adani, con una fortuna di 92 miliardi di dollari condivisa con la famiglia. Il fondatore e presidente del Gruppo Adani ha ottenuto una boccata d’ossigeno a settembre, quando l’autorità di vigilanza indiana ha dichiarato che le accuse di transazioni fraudolente mosse da Hindenburg Research non potevano essere provate. Quelle accuse avevano innescato un pesante crollo delle azioni delle società del gruppo nel 2023.
Chi ha guadagnato di più
La lista dei dieci più ricchi del Paese è rimasta invariata rispetto all’anno scorso – anche se con qualche rimescolamento nelle posizioni – e quasi tutti hanno visto diminuire la loro fortuna. L’eccezione più rilevante è rappresentata dal magnate delle telecomunicazioni Sunil Mittal, la cui Bharti Enterprises ha acquisito lo scorso anno quasi il 25% del colosso britannico Bt, ottenendo anche un seggio nel consiglio di amministrazione. Mittal è stato colui che ha guadagnato di più in termini assoluti – 3,5 miliardi di dollari – portando la sua ricchezza (condivisa con la famiglia) a 34,2 miliardi. È salito così di tre posizioni, fino al quarto posto, una posizione che non occupava dal 2008.



