Contenuto tratto dal numero di ottobre 2025 di Forbes Small Giants. Abbonati!
Spazi produttivi, uffici e, soprattutto, la possibilità di entrare a far parte di un ecosistema dinamico che stimola la crescita imprenditoriale. È questa l’offerta dei Poli tecnologici e dei Business Innovation Centre (Eu|Bic) di Trentino Sviluppo. Realtà che a oggi sono state scelte da 214 aziende, dalle startup innovative ai grandi gruppi industriali, insediatesi nei poli di Rovereto, Trento, Pergine, Mezzolombardo e Borgo Valsugana, occupando quasi integralmente la disponibilità di spazi. La rete dei poli trentini è tra le più longeve ed estese d’Italia ed Europa. Nata nei primi anni Ottanta su impulso della Comunità europea, ha trovato in Trentino un terreno particolarmente fertile grazie alla regia di Trentino Sviluppo, che ne gestisce lo sviluppo e il coordinamento.
Hub selettivi per imprese e talenti: il modello trentino che unisce ricerca, formazione e sviluppo locale
“Il Trentino è stato un territorio pioniere nell’introduzione dei Business innovation centre”, spiega Achille Spinelli, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore allo Sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca. “L’idea di costituire, in una realtà piccola come la nostra, dei luoghi dove le imprese potessero fare massa critica e lavorare a stretto contatto con il mondo della ricerca e quello della formazione tecnico-specialistica, si è rivelata efficace. Tanto che, come provincia, abbiamo deciso di continuare a investire in questa direzione e di costruire due nuovi poli tecnologici, uno dedicato alle scienze della vita e l’altro all’idrogeno, per far sì che ciascuna ‘specializzazione intelligente’ definita nell’ambito della strategia provinciale abbia un hub dedicato”.
Nei Business innovation centre l’ingresso è selettivo: le aziende devono rispondere a criteri di innovatività, sostenibilità e, nel caso di Polo Meccatronica e Progetto Manifattura, coerenza con i rispettivi settori di riferimento, la meccatronica e la green economy. Questa scelta non è casuale: gli Eu|Bic trentini fanno parte di una rete europea di 110 enti che condividono standard qualitativi comuni e la missione di trasformare l’innovazione in forza trainante per lo sviluppo locale. “I nostri incubatori sono pensati per rispondere alle esigenze di imprese di diverse dimensioni”, mette in evidenza Giuseppe Consoli, presidente di Trentino Sviluppo. “Grandi gruppi, come Bonfiglioli, lavorano a pochi metri di distanza da startup innovative appena costituite e accanto alle aule per l’alta formazione degli istituti tecnici. In questo modo, proviamo a rispondere alla necessità delle aziende di trovare personale qualificato. Gli studenti, infatti, conoscono da vicino le realtà produttive, fanno percorsi di tirocinio o magari dottorati industriali, durante i quali possono approfondire una specifica progettualità o contribuire a risolvere un problema tecnico complesso. E poi, tante volte, si fermano a lavorare sul territorio. Un discorso analogo riguarda gli incubatori nelle valli, che svolgono una funzione importante per evitare lo spopolamento dei piccoli centri”.



