La startup Harvey ha chiuso un nuovo round di finanziamento da 150 milioni di dollari, guidato da Andreessen Horowitz, che valuta la startup di intelligenza artificiale legale con sede a San Francisco oltre 8 miliardi di dollari, secondo tre fonti vicine all’operazione.
La valutazione della startup, che fornisce strumenti di intelligenza artificiale a studi legali come A&O Shearman e Ashurst e a fondi come Kkr e Bridgewater, è più che raddoppiata nell’ultimo anno. Harvey, che il nome dal personaggio Harvey Specter della serie televisiva Suits, aveva raccolto capitali per l’ultima volta a giugno, con una valutazione di 5 miliardi di dollari, appena quattro mesi dopo un altro round a una valutazione di 3 miliardi. Dal 2023 è inserita nella lista AI 50 delle startup di intelligenza artificiale più promettenti, stilata da Forbes, ed è comparsa anche nella lista Next Billion-Dollar Startups dello stesso anno.
Harvey ha rifiutato di commentare. Andreessen Horowitz non ha risposto a una richiesta di commento.
Il mercato dell’IA per avvocati
La startup, fondata tre anni fa, ha ora raccolto oltre 1 miliardo di dollari complessivi, incluso questo nuovo round, superando i suoi concorrenti sia per valutazione che per capitali raccolti. Tuttavia, si trova sempre più a competere in un mercato affollato di strumenti di IA per il settore legale. Harvey è in competizione diretta con la startup svedese Legora – che, secondo quanto riportato da Forbes a settembre, è in trattativa per raccogliere fondi a una valutazione da 1,8 miliardi di dollari – per conquistare i grandi studi legali. C’è anche una generazione precedente di startup legaltech, come Luminace, Clio e Ironclad, che cercano di attrarre studi legali e direzioni legali aziendali. Altre startup hanno raccolto round significativi per specializzarsi su nicchie legali, come EvenUp — che sviluppa strumenti per avvocati specializzati in lesioni personali — o Finch, focalizzata sui paralegali.





