L’imprenditore e collezionista d’arte residente a Monte Carlo, Stefano Cecchi, ha ufficializzato l’acquisizione del 74esimo piano della Trump Tower di Dubai, uno degli indirizzi più esclusivi della capitale finanziaria del Golfo. L’operazione rappresenta la prima tappa di un progetto che prevede lo sviluppo di dieci unità residenziali ultra-premium nei principali hub del Medio Oriente. “Ho sentito parlare per la prima volta di quest’idea di espansione del brand Trump a livello globale nel 2017, durante la festa di insediamento di Donald Trump, in occasione dell’evento organizzato proprio da Forbes a Washington D.C.”, afferma Stefano Cecchi, fondatore e ceo di Fondo per l’Arte.
Dopo Dubai, l’attenzione si concentrerà su progetti in ulteriori capitali strategiche: Doha, Jeddah, Riyadh, Kuwait City, Abu Dhabi, Muscat, Manama, Amman, AlUla e Sharjah. L’obiettivo è raggiungere dieci città iconiche, dieci proprietà e dieci concept abitativi definiti da una visione che unisce real estate di altissimo livello, design italiano e arte contemporanea museale.
A caratterizzare le residenze sarà un intervento di design affidato a una realtà milanese del settore dell’arredo contemporaneo, con l’intenzione di fondere estetica, ricerca e collezionismo. Sul fronte artistico, il Fondo per l’Arte, creato e guidato da Cecchi, ha ricevuto mandato curatoriale per selezionare e integrare opere provenienti dai suoi cinque veicoli di investimento britannici, che custodiscono collezioni di arte contemporanea, tra cui una delle più conosciute raccolte di Arte Povera al mondo. Le opere selezionate, di valore stimato superiore ai 25 milioni di euro, contribuiranno a definire il carattere dei dieci spazi abitativi, fondendo architettura di alto livello, design italiano e arte museale.
Il progetto prevede una creazione di valore complessiva stimata in circa 85 milioni di euro, articolata in 60 milioni di euro di asset immobiliari e 25 milioni in opere d’arte. Uno spin off del Fondo per l’Arte, la divisione Art & Real Estate, gestirà i flussi d’investimento attraverso comparti strategici destinati a operare nelle principali regioni del Golfo. La struttura farà leva su piattaforma, modello operativo e governance dei comparti esistenti del Fondo per l’Arte, per garantire continuità, scalabilità e coerenza strategica nell’espansione internazionale. L’operazione si fonda su parametri di exit attesa in linea con i benchmark Mena pubblicati dai principali developer medio-orientali. “Sulla base degli ultimi cicli immobiliari registrati nella regione, stimiamo un rendimento in uscita compreso tra il 120% e il 140%”.



