Nel piano di pace proposto da Trump per mettere fine al conflitto in Ucraina compaiono, in larga misura, tutte le richieste avanzate dalla Russia, considerate inaccettabili da Kiev. E l’Ucraina non è la sola a non aver accolto il piano con entusiasmo. Anche l’Europa potrebbe avere riserve. “Sosteniamo una pace giusta e duratura, ma perché qualsiasi piano funzioni è necessario che Europa e Ucraina siano pienamente coinvolte”, ha dichiarato l’alto rappresentante dell’Ue per la politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas.
Nel piano presentato da Donald Trump per porre fine alla guerra in Ucraina, tra i punti centrali figurano la cessione del Donbas e della Crimea alla Russia. Crimea, Luhansk e Donetsk verrebbero riconosciute come regioni russe anche dagli Stati Uniti, mentre Kherson e Zaporizhzhia resterebbero congelate lungo l’attuale linea di contatto, traducendosi in un riconoscimento di fatto della divisione sul terreno.
Mosca rinuncerebbe agli altri territori occupati al di fuori di queste cinque regioni. Kiev, invece, dovrebbe ritirarsi dalle zone della regione di Donetsk ancora sotto il suo controllo, che verrebbero trasformate in zona cuscinetto.
Il piano impone inoltre all’Ucraina di inserire in Costituzione la rinuncia permanente all’ingresso nella Nato, che a sua volta dovrebbe dichiarare che il Paese non entrerà in futuro. Previste anche la riduzione dell’esercito ucraino a 600mila unità e la conferma dell’impegno, già assunto nel trattato di non proliferazione, a non dotarsi di armi nucleari.



