“I miei ringraziamenti per l’opportunità che mi è stata offerta vanno particolarmente all’ingegnere Francesco Gaetano Caltagirone e al cavaliere Leonardo Del Vecchio, che mi contattarono per primi quattro anni fa e che mi hanno sempre sostenuto durante questi anni”. Era il 28 gennaio del 2016 quando Mario Greco prese carta e penna per scrivere una lettera mentre stava per lasciare la carica di amministratore delegato delle Assicurazioni Generali, alla quale l’aveva proiettato la Mediobanca di Alberto Nagel, forte del suo 13%, ma di cui soci importanti erano il costruttore, editore e finanziere romano e il patron di Luxottica. Greco scriveva nel momento in cui aveva già in tasca la carica di amministratore delegato del gruppo assicurativo Zurich, che ha ricoperto dal marzo di quell’anno a oggi.
In quella lettera, senza menzionare Nagel che ne aveva minacciato l’autonomia, Greco, resosi indisponibile per il rinnovo dell’incarico, ripercorse anche i risultati raggiunti dalla società sotto la sua guida: dal 2012, quando aveva assunto la carica, i nuovi premi raccolti dalle Generali erano passati da 66 a 70 miliardi di euro, con un risultato operativo salito da 4 a 4,5 miliardi. Era cresciuto anche l’utile netto, che dai 94 milioni del 2012 era arrivato a 1,67 miliardi nel 2014. Senza contare che all’arrivo del manager il titolo valeva 8,68 euro, contro i circa 14 euro del suo addio.
La storia di Mario Greco
C’è da dire che Greco in Zurich ha fatto molto meglio, perché dal marzo 2016 a oggi il titolo ha registrato un rialzo di oltre il 150%. Performance eccellente per il manager, tanto capace quanto freddo, pur essendo nato a Napoli nel 1959. Laureato alla Sapienza, ha lavorato in McKinsey dal 1986 al 1994, fino a diventarne partner, quindi è passato a Ras, con la carica di responsabile della divisione claims. Da qui andò in Allianz (come membro del cda), quindi a EurizonVita (allora parte del gruppo Sanpaolo Imi), in qualità di ceo (da cui uscì a seguito di un contrasto con Corrado Passera, allora amministratore delegato di Intesa Sanpaolo), e a Zurich Insurance. Nel 2006 entrò in Zurich Financial Services e l’anno successivo diventò deputy ceo global life del gruppo svizzero, per poi essere nominato ceo e membro del comitato esecutivo. Due anni più tardi diventò ceo general insurance di Zurich Insurance Group, per poi passare, nel 2012, a Generali come amministratore delegato, fino a rientrare in Zurich.
I risultati in Zurich
Sotto la sua guida l’utile operativo (business operating profit) di Zurich è aumentato da 4,5 miliardi di dollari nel 2016 a 7,8 miliardi nel 2024, con un tasso annuo di crescita composto (cagr) del 7%. Dal 2016 il gruppo ha distribuito 28,5 miliardi di franchi svizzeri in dividendi e 3,9 miliardi di franchi svizzeri in buyback di azioni. Tra il 2016 e il 2024 il dividendo è cresciuto del 6% e Zurich ha migliorato in modo significativo il proprio return on equity (roe), passato dal 6,4% nell’intero anno 2015 a un livello leader di settore pari al 26,3% nel primo semestre 2025.



