Publicis Groupe, uno dei principali player globali della pubblicità, celebra i suoi cento anni con uno sguardo rivolto al futuro, tra storia, innovazione e nuove tecnologie. Per il centenario, il gruppo ha scelto di valorizzare la propria eredità con una produzione cinematografica che unisce creatività e intelligenza artificiale.
Com’è nata Publicis Groupe
La narrazione parte dal 1926, quando il ventenne Marcel Bleustein-Blanchet apre il suo primo ufficio a Montmartre, a Parigi. Nonostante il padre lo scoraggi definendo la pubblicità “aria e vento”, decide di andare avanti. Quella che nasce come una piccola agenzia diventerà un gruppo internazionale della comunicazione e del marketing. Negli anni Trenta, Publicis è tra i pionieri della pubblicità radiofonica con Radio Cité, che oltre a introdurre nuove forme di comunicazione commerciale, contribuisce a lanciare artisti come Édith Piaf e Charles Trenet.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Bleustein-Blanchet entra nella Resistenza e, dopo aver servito al fianco del generale De Gaulle e nell’ottava Armata statunitense, rientra a Parigi per far crescere la sua agenzia. Negli anni successivi, Publicis continua a espandersi e nel 1959 inaugura il Drugstore degli Champs-Élysées, che diventa un punto di riferimento della vita parigina, frequentato anche da figure note come Brigitte Bardot e Alain Delon.
Gli anni Sessanta e Settanta rappresentano una fase di forte sviluppo creativo, con campagne iconiche – come quelle di DIM – che entrano nell’immaginario dell’epoca. In questi anni entra in azienda anche un giovane Maurice Lévy, destinato a diventare il successore del fondatore. Il 1972 è segnato da un incendio che distrugge gli uffici del gruppo, ma anche dall’avvio di una nuova fase di ricostruzione guidata da Lévy, che porterà Publicis verso la trasformazione digitale e a importanti acquisizioni internazionali, da Leo Burnett a Saatchi & Saatchi, fino a Digitas e Sapient.



