Trump è un Putin che ce l’ha fatta. Nello spettacolare blitz (riuscito) in Venezuela c’entrano molto poco libertà e diritti umani. A Trump va benissimo lavorare con regimi autoritari, purché siano malleabili e accondiscendenti. Ha snobbato la leader democratica Maria Corina Machado, fresca di premio Nobel, la cui coalizione nel 2024 aveva vinto le elezioni poi rubate da Maduro. “È una donna gentile, a cui però manca l’autorità e l’influenza per governare”.
Molto meglio affidarsi ad altri esponenti dello stesso regime. La scommessa della Casa Bianca è che ciò che resta del chavismo cooperi di più con gli Stati Uniti. In prima linea c’è Delcy Rodriguez, ex vice di Maduro, nominata presidente dopo la cattura del dittatore (prelevato in pigiama mentre dormiva con la moglie). Poi due uomini forti, Vladimir Padrino Lopez, ministro della Difesa, e Diosdado Cabello, ministro degli Interni. Trump è stato chiaro: America First. Significa sicurezza (quindi stop alle infiltrazioni iraniane, cinesi, russe) e denaro.
“Abbiamo bisogno di un’apertura totale. Vogliamo accedere al loro petrolio e ad altre risorse del loro paese che ci consentano di ricostruirlo”, ha detto Trump. In queste frasi c’è anche il gusto della vendetta: diciotto anni fa Hugo Chavez nazionalizzò gli asset di grosse società americane, e gli Usa hanno chiesto nei tribunali risarcimenti per 60 miliardi di dollari. Ma oggi Trump vorrebbe prendere molto di più.
Il costo del petrolio venezuelano
Quanto vale davvero il petrolio venezuelano e quanto costa sfruttarlo pienamente? Decenni di corruzione, investimenti scarsi e da ultimo sanzioni hanno ridotto a brandelli il settore petrolifero. Oggi il paese sforna circa un milione di barili al giorno, due terzi in meno dal picco degli anni duemila. L’idea di molti è che la produzione possa essere ripristinata, con i giusti investimenti e una gestione capace, gonfiando le tasche americane. Il Venezuela siede su circa 300 miliardi di barili di petrolio, un quinto delle riserve mondiali. E si tratta, dicono gli esperti, di greggio pesante, proprio il tipo di petrolio di cui oggi le raffinerie Usa sono a corto.



