Responsibility

Dal benefit alla strategia: come cambia il welfare aziendale tra retribuzione e benessere

Secondo Coverflex entro il 2026 il welfare aziendale diventa leva strategica: più integrazione con la retribuzione, benefit flessibili e focus su benessere e retention.

15 gennaio 2026
Andrea Guffanti
Responsibility | Enzo Argante — Andrea Guffanti, General Manager di Coverflex
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Scritto da
Enzo Argante

Il welfare aziendale è destinato a cambiare profondamente (e rapidamente) ruolo. Da insieme di strumenti accessori, diventerà una componente strutturale della proposta di valore delle aziende sempre più integrata con la retribuzione e centrale nelle strategie di crescita. Secondo Coverflex, la piattaforma all-in-one per la gestione della retribuzione e dei benefit aziendali, entro il 2026 il welfare aziendale sarà una leva strategica per rispondere a tre sfide convergenti: stagnazione salariale, nuove aspettative delle persone e crescente attenzione al benessere.

“Il welfare aziendale sta evolvendo da strumento accessorio a componente strutturale delle proposte di valore delle imprese”, commenta Andrea Guffanti, General Manager di Coverflex. “Emergeranno modelli sempre più flessibili, personalizzati e supportati dalla tecnologia in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone e, allo stesso tempo, alle esigenze di sostenibilità e competitività delle aziende. Il futuro del welfare passa dalla capacità di semplificare la complessità e di mettere il benessere al centro delle strategie organizzative”. Ecco i cinque trend chiave destinati a guidare l’evoluzione del welfare verso il 2026.

La retribuzione evolve oltre lo stipendio

Il punto di partenza è economico. Nel 2025 solo il 22% dei lavoratori si dichiara molto o estremamente soddisfatto del proprio pacchetto retributivo complessivo, mentre il 60% non ha registrato aumenti negli ultimi due anni. In questo contesto, il welfare smette di essere extra e diventa uno strumento di integrazione reale della retribuzione. Guardando al 2026, le aziende saranno chiamate a ripensare il concetto stesso di compenso superando modelli standardizzati a favore di soluzioni più flessibili e adattabili. Stipendio e welfare tenderanno a integrarsi sempre di più in un’unica proposta di valore, capace di rispondere alle fluttuazioni del mercato e alle nuove aspettative delle persone

Welfare flessibile e personalizzato

La diffusione del welfare non corrisponde con la sua efficacia. Oggi solo il 31% dei lavoratori si dice soddisfatto del proprio pacchetto di benefit, segno di un disallineamento tra ciò che viene offerto e ciò che è realmente percepito come utile. Secondo Coverflex, il 2026 segnerà il superamento dei limiti standardizzati a favore di soluzioni flessibili, modulabili e personalizzabili, in grado di di adattarsi ai bisogni delle persone nelle diverse fasi della vita professionale.

Benessere come pilastro strategico

Il tema del wellbeing non è più rimandabile. L’83% dei lavoratori dichiara di essersi sentito mentalmente esausto almeno una volta a causa del lavoro e più di uno su due ha pensato di cambiare occupazione per motivi legati al benessere psicofisico. Nel 2026 il welfare sarà quindi chiamato ad evolvere da insieme di iniziative sporadiche a infrastruttura stabile di supporto alla persona con un impatto diretto sulla sostenibilità organizzativa, engagement e produttività.

Tecnologia e semplificazione dei processi

Il valore del welfare passa anche dall’esperienza d’uso. Oggi una parte significativa dei lavoratori non utilizza integralmente i benefit a disposizione, spesso a causa di processi complessi o poco chiari. Nei prossimi anni la tecnologia diventerà un abilitatore chiave: piattaforme digitali semplici, centralizzate e intuitive saranno fondamentali per rendere il welfare accessibile, comprensibile e realmente fruibile, trasformando il valore teorico dei benefit in valore concreto.

Welfare come leva di attrazione e retention

Nel mercato del lavoro 2026 il welfare sarà sempre più determinante nelle scelte professionali. Non a caso il 91% dei lavoratori si dichiara favorevole a ricevere premi o aumenti sotto forma di servizi welfare. Un segnale chiaro di come benefit e retribuzione siano destinati a fondersi in una proposta unica capace di incidere su employer branding, attrazione dei talenti e fidelizzazione delle persone.

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