Il consiglio di amministrazione di Delfin, holding della famiglia Del Vecchio, ha emesso una nota ufficiale in cui ribadisce di non aver mai discusso alcuna ipotesi di dismissione della propria partecipazione in Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). L’investimento, secondo quanto riportato, “deriva in gran parte dalla conversione delle azioni precedentemente detenute in Mediobanca” e non è oggetto di alcuna trattativa con potenziali acquirenti. Con riferimento alle recenti ricostruzioni di stampa, Delfin smentisce negoziazioni con UniCredit o altri operatori finalizzate alla cessione totale o parziale della propria quota in Mps.
Nel testo, la holding ribadisce il proprio profilo di investitore finanziario orientato al lungo periodo, impegnato nella “creazione di valore nel tempo per la società e gli azionisti”, e conferma pieno sostegno ai vertici di Mps e al percorso di rafforzamento in corso, alla luce di una performance complessiva “in linea con gli obiettivi di redditività e valorizzazione delle partecipazioni”.
Il contesto dietro la smentita: evoluzione delle quote e rumor di mercato
Negli ultimi mesi la presenza di Delfin nel capitale di Mps ha attirato attenzione e speculazioni. Nel gennaio 2025 la holding guidata da Francesco Milleri ha incrementato significativamente la propria quota, passando da circa il 3,5% al 9,78% del capitale della banca senese, diventando primo azionista privato dietro il Tesoro e consolidando la presenza dei soci privati nel gruppo. L’aumento di quota è avvenuto tramite strumenti finanziari come share forward e collar share forward, secondo dati Consob.
Questa operazione si inserisce in un quadro più ampio di accresciuta partecipazione dei soggetti privati nel capitale di Mps, con quote rilevanti detenute anche da Banco Bpm, Anima Holding e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, portando la quota aggregata dei privati attorno al 15% nel mercato.



