Leonardo archivia il 2025 con risultati preliminari oltre le guidance e un profilo finanziario in rafforzamento. Il gruppo guidato da Roberto Cingolani registra crescita di ordini e ricavi, miglioramento della redditività e una generazione di cassa che consente di ridurre sensibilmente l’indebitamento netto. Nonostante i numeri, il mercato accoglie i conti con cautela: in mattinata il titolo cede l’1,08% a 58,52 euro.
I punti chiave
- I ricavi consolidati 2025 salgono a 19,5 miliardi di euro, superando le indicazioni aggiornate a luglio e in crescita rispetto ai 17,8 miliardi del 2024.
- Gli ordini raggiungono 23,8 miliardi, con un rapporto tra nuovi contratti e ricavi pari a circa 1,2 volte e un portafoglio lavori che si amplia a 46,6 miliardi, rafforzando la visibilità sui prossimi esercizi.
- Il margine operativo lordo (ebitda) cresce a 2,43 miliardi (2,22 miliardi nel 2024), mentre la cassa generata dalla gestione operativa supera il miliardo di euro.
- L’indebitamento netto scende a circa 1 miliardo dai precedenti 1,795 miliardi, grazie alla generazione di cassa e agli incassi per la cessione del business Underwater Armaments & Systems.
- Gli investimenti in ricerca e sviluppo raggiungono i 3 miliardi di euro, pari al 15% dei ricavi.
Conti oltre le guidance
“I risultati preliminari del 2025 evidenziano un sensibile aumento di tutti gli indicatori economico-finanziari oltre a una significativa riduzione dell’indebitamento netto di Gruppo”, ha detto Cingolani, commentando i risultati del gruppo. I ricavi consolidati sono saliti a 19,5 miliardi di euro dai 17,8 miliardi del 2024, mentre il margine operativo lordo aumenta a 2,43 miliardi dai 2,22 miliardi dell’anno precedente. Sul fronte commerciale, gli ordini hanno raggiunto 23,8 miliardi (20,9 miliardi nel 2024).
La cassa generata dalla gestione operativa si attesta a 1,011 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 826 milioni del 2024. A contribuire al miglioramento anche i 446 milioni di incassi legati alla cessione del business Underwater Armaments & Systems.
L’effetto combinato di queste dinamiche ha consentito di ridurre l’indebitamento netto a circa 1 miliardo di euro, rispetto agli 1,795 miliardi dell’esercizio precedente.



