Il Festival di Sanremo 2026 entra nel vivo e la Città dei Fiori si conferma il palcoscenico non solo della musica, ma delle grandi visioni imprenditoriali che la sostengono. Prosegue oggi il ciclo esclusivo di approfondimenti che ci accompagnerà per tutta la settimana: questa è la seconda giornata di un percorso diviso in 5 incontri, nati dalla collaborazione tra Forbes Italia e Warner Music Italy
A guidare il racconto tra i segreti del dietro le quinte è ancora una volta Ludovica Pagani, che esplora le dinamiche dell’industria discografica e creativa insieme ai protagonisti che rendono Sanremo un evento unico al mondo.
Kikka Ricchio: Il valore dell’eredità musicale e il rispetto per i fan
Ad aprire questo secondo appuntamento è stata Kikka Ricchio, Presidente della Federazione Italiana delle Proprietà Intellettuali, che ha portato una prospettiva storica e istituzionale di altissimo livello. Con un background che spazia dalla direzione di case discografiche negli Stati Uniti alla gestione dell’Archivio Storico Ricordi, Kikka ha riflettuto sull’evoluzione del sistema musicale e sull’importanza di tutelare il patrimonio artistico. Durante il talk, ha voluto lanciare un messaggio diretto ai talenti di oggi, sottolineando l’importanza del legame con il pubblico in un contesto frenetico come quello della Riviera ligure. “I ragazzi sono i tuoi fan. Quando ti danno la popolarità, non dobbiamo sottrarci,” ha affermato con forza, suggerendo che bisognerebbe dedicare più tempo alle persone presenti a Sanremo. Nel guardare alla gara attuale, Kikka ha espresso il suo apprezzamento per Arisa e per l’energia dei giovani come Luque, ribadendo che, nonostante i ruoli istituzionali, la musica resta una passione viscerale che non smette mai di far parte di chi la ama..
Rebecca Baglini: Mettere in estetica le parole
Il racconto si è poi spostato sull’importanza dell’immagine con Rebecca Baglini, creative director e una delle stylist più iconiche e ricercate, che ha spiegato come il suo lavoro sia in realtà una forma pura di comunicazione. Per Rebecca, Sanremo è il culmine di mesi di processi creativi complessi, volti ad amplificare il messaggio di una canzone attraverso l’estetica. “Il lavoro dello styling è totalmente comunicazione. La direzione creativa significa mettere in estetica le parole,” ha spiegato a Ludovica Pagani, descrivendo la “catena di montaggio creativa” della sua azienda, la StyledByMe. Dietro ogni abito che vediamo sul palco dell’Ariston c’è una logistica ferrea e una triangolazione costante tra management, uffici stampa e direttori creativi. Con la determinazione di chi ha sempre avuto le idee chiare, Rebecca ha ribadito l’importanza di seguire la propria visione: “Sapevo già di volerlo fare. Non ho fatto altro che lavorare per far sì che la mia passione diventasse realtà. Sapevo ciò che non volevo essere, ed è stato un elemento di sottrazione che mi ha reso felice”.



