L’escalation della guerra in Iran continua a pesare sui mercati finanziari internazionali. Le principali Borse europee hanno registrato una nuova seduta in ribasso mentre l’impennata dei prezzi dell’energia riporta al centro i timori di inflazione e rallentamento economico. Il petrolio ha superato i 100 dollari al barile, spinto dalle tensioni geopolitiche e dai timori di possibili interruzioni nelle forniture energetiche globali.
La tensione si riflette anche sui mercati asiatici: il Nikkei di Tokyo ha chiuso in calo di oltre il 5%, segnale di uno shock energetico e geopolitico che sta colpendo i listini globali.
Dati principali
- Borse europee in calo mentre la guerra in Iran alimenta l’avversione al rischio sui mercati globali
- A Piazza Affari vendite sulle banche, tra cui UniCredit, Banco Bpm e Mediobanca, mentre il settore difesa sale con Leonardo
- Il petrolio supera i 100 dollari al barile e il gas europeo registra forti rialzi, riaccendendo i timori di inflazione
- Il G7 valuta un rilascio di 300-400 milioni di barili dalle riserve strategiche gestite dall’Agenzia Internazionale dell’Energia per stabilizzare il mercato
- Crescono le tensioni sui titoli di Stato: il Btp decennale sale al 3,75% e lo spread con il Bund torna a 84 punti, mentre il mercato sconta possibili nuovi rialzi dei tassi della Bce
Piazza Affari: banche sotto pressione, corre la difesa
A Milano il Ftse Mib ha chiuso in calo, con vendite diffuse sul comparto bancario. Tra i titoli più penalizzati figurano UniCredit, Banco Bpm, Banca Popolare di Sondrio e Mediobanca, mentre Prysmian è stata tra le peggiori della seduta. In controtendenza il settore della difesa, sostenuto dal clima di incertezza geopolitica. Leonardo ha registrato un rialzo significativo, confermando il trend che sta premiando i titoli legati alla sicurezza e alla spesa militare. Segnali positivi anche da Nexi e Lottomatica, mentre Eni ha beneficiato del rialzo delle quotazioni del greggio.
Il calo non ha riguardato solo Milano: vendite diffuse hanno colpito anche gli altri listini europei, dal Cac 40 di Parigi al Dax di Francoforte fino all’Ibex di Madrid, mentre i future di Wall Street hanno segnalato un avvio in territorio negativo.



