I prezzi globali del petrolio hanno raggiunto il livello più alto dal 2022 nelle prime ore di lunedì, mentre la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran non mostra segnali di attenuazione. Il presidente Donald Trump ha suggerito che si tratta di un problema “di breve termine” e di un “piccolo prezzo da pagare” in cambio della distruzione della “minaccia nucleare” iraniana.
LEGGI ANCHE: “Exxon, Lockheed Martin e le altre: ecco le aziende che potrebbero trarre vantaggio dalla guerra in Iran”
Fatti chiave
- L’indice di riferimento globale dei futures sul Brent Crude è salito fino a 116,71 dollari al barile, con un aumento di oltre il 25% rispetto alla chiusura di venerdì.
- Si tratta del livello più alto dal 2022, quando i prezzi del petrolio erano schizzati verso l’alto dopo l’Invasione russa dell’Ucraina.
- Anche il benchmark statunitense West Texas Intermediate ha superato la soglia dei 115 dollari, con un rialzo di oltre il 26,64% rispetto a venerdì.
- Il responsabile dell’analisi petrolifera di GasBuddy, Patrick De Haan, ha avvertito che esiste ora l’80% di probabilità che il prezzo medio nazionale della benzina negli Stati Uniti raggiunga i 4 dollari al gallone entro il prossimo mese, o anche prima.
Cosa ha detto Trump sui prezzi del petrolio?
In un post su Truth Social, il presidente Donald Trump è apparso minimizzare le preoccupazioni sull’aumento dei prezzi del petrolio, scrivendo: “I prezzi del petrolio nel breve termine, che scenderanno rapidamente quando la distruzione della minaccia nucleare iraniana sarà completata, sono un prezzo molto piccolo da pagare per la sicurezza e la pace degli Stati Uniti e del mondo”. Il presidente ha poi aggiunto: “SOLO GLI STUPIDI PENSEREBBERO IL CONTRARIO!”
Quale impatto avrà sui prezzi alla pompa?
Secondo il tracker dell’American Automobile Association (AAA), il prezzo medio nazionale della benzina negli Stati Uniti era 3,45 dollari al gallone domenica, in forte aumento rispetto ai 2,984 dollari al gallone di una settimana fa.



