Poste Italiane punta sul consolidamento delle telecomunicazioni in Italia e lancia un’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) totalitaria su Tim da circa 10,8 miliardi di euro. L’operazione, approvata dal consiglio di amministrazione del gruppo guidato da Matteo Del Fante, mira a costruire un operatore integrato a controllo pubblico, capace di unire infrastrutture digitali, servizi finanziari e logistica. Intanto il mercato ha dato una prima indicazione sulla percezione dell’operazione: oggi il titolo Tim sale del 4% a 0,599 euro, mentre Poste cede il 7,23% a 19,9 euro.
I punti chiave
- Poste Italiane lancia un’Opas totalitaria su Tim da circa 10,8 miliardi, con una struttura mista tra azioni e componente cash.
- L’operazione è subordinata al raggiungimento del 66,67% del capitale, soglia necessaria per il controllo effettivo.
- Dall’integrazione nascerebbe un gruppo con ricavi pari a 26,9 miliardi e un margine operativo di circa 4,8 miliardi.
- Le sinergie stimate ammontano a circa 700 milioni tra riduzione dei costi e crescita dei ricavi.
- Lo Stato manterrebbe una posizione di maggioranza assoluta nella nuova entità industriale.
I dettagli dell’offerta
L’offerta prevede l’assegnazione di 0,0218 azioni Poste per ogni titolo Tim conferito, accompagnata da una componente in denaro pari a 16,7 centesimi per azione. Il premio implicito rispetto all’ultima chiusura di Borsa si colloca poco sopra il 9%, un livello contenuto che riflette anche le incertezze legate al contesto industriale e finanziario del gruppo telefonico.
La validità dell’operazione dipende dal raggiungimento di una partecipazione pari ad almeno il 66,67% del capitale. In caso di successo, Poste punta al delisting di Tim entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di integrare pienamente le attività. L’assetto azionario resterebbe a prevalenza pubblica, con il Tesoro e Cdp a mantenere oltre il 50% del capitale del nuovo gruppo.
I numeri del nuovo gruppo
L’aggregazione darebbe vita a una realtà con ricavi complessivi di 26,9 miliardi di euro e un margine operativo di circa 4,8 miliardi, sostenuta da oltre 150mila dipendenti. Il perimetro industriale includerebbe logistica, servizi finanziari, assicurativi, cloud e telecomunicazioni, delineando una piattaforma integrata con un posizionamento trasversale.



