Le Borse europee accelerano dopo la tregua tra Stati Uniti e Iran, con Piazza Affari tra le migliori della seduta e un deciso calo dei prezzi energetici. Il cessate il fuoco temporaneo di due settimane, raggiunto nella notte, spinge al ribasso petrolio e gas e sostiene il recupero dei listini, mentre si riducono le tensioni sui mercati obbligazionari.
La reazione è immediata: il Brent scende sotto i 94 dollari al barile e il gas europeo sotto i 45 euro al Megawattora, mentre lo spread tra Btp e Bund si restringe fino a 77 punti base. Un movimento che riflette il temporaneo allentamento dei timori legati alle forniture energetiche globali, in attesa dei negoziati tra Washington e Teheran previsti nei prossimi giorni.
I punti chiave
- Le Borse europee mettono a segno un forte rimbalzo, con rialzi generalizzati tra il 3% e il 5%, sostenuti dal miglioramento del quadro geopolitico.
- Piazza Affari si distingue tra i listini migliori grazie al peso del comparto bancario e al calo dello spread, che migliora le condizioni finanziarie domestiche.
- Le materie prime energetiche registrano un repricing: il Brent scende sotto i 94 dollari al barile e il gas europeo sotto i 45 €/MWh, invertendo la corsa delle sedute precedenti.
- Il differenziale Btp-Bund si riduce a 77 punti base, segnalando un rientro della tensione sui titoli di Stato e una maggiore fiducia degli investitori
Piazza Affari: banche protagoniste, energia sotto pressione
A Milano il rimbalzo è guidato dal settore finanziario, che beneficia del calo dei rendimenti e della riduzione del rischio sistemico. Titoli bancari come UniCredit e Banca Monte dei Paschi di Siena registrano forti rialzi, sostenuti sia dal contesto macro più favorevole sia da dinamiche societarie specifiche. Nel risparmio gestito, Azimut continua a mostrare solidità nella raccolta, contribuendo al sentiment positivo sul comparto. In controtendenza il settore energetico: Eni e Tenaris scivolano in fondo al listino, penalizzati dal calo del greggio che riduce le aspettative di margine nel breve termine.
Il principale driver della giornata è infatti il rapido calo delle materie prime energetiche: il Brent è sceso sotto i 94 dollari al barile, mentre il Wti ha perso circa il 16%, riportandosi sotto i 95 dollari. Anche il gas naturale europeo ha registrato una flessione marcata, scendendo sotto i 45 euro al megawattora.



