Unicredit si prepara a muovere i prossimi passi su Commerzbank, di cui detiene attualmente quasi il 30% del capitale, delineando una strategia che punta a trasformare la banca tedesca e a ridisegnare gli equilibri del settore bancario europeo. Durante una conference call, l’amministratore delegato Andrea Orcel ha messo a confronto due traiettorie alternative per l’istituto: da un lato il piano Momentum, ovvero la strategia interna presentata dal management di Commerzbank e basata su una crescita progressiva ma ritenuta poco incisiva; dall’altro la proposta Unlocked sviluppata da Piazza Gae Aulenti.
Il manager ha spiegato che l’obiettivo è valorizzare il potenziale ancora inespresso di Commerzbank, intervenendo su struttura, efficienza e posizionamento strategico. Sullo sfondo resta l’ipotesi di un’integrazione, che potrebbe dare vita a un player paneuropeo di primo piano. Intanto, a breve è atteso il lancio dell’offerta pubblica di scambio.
I punti chiave
• Unicredit mette a confronto due visioni strategiche opposte: il piano Momentum di Commerzbank, giudicato dipendente da fattori esterni, e la proposta Unlocked, pensata per una trasformazione più strutturale e autonoma
• La strategia Unlocked punta a riportare al centro Germania e Polonia, riducendo le attività non core e rafforzando il legame con il business domestico e il Mittelstand
• Il piano prevede una significativa ottimizzazione operativa, con interventi su costi e produttività finalizzati a migliorare la sostenibilità dei rendimenti nel medio-lungo periodo
• Secondo le stime di Unicredit, l’implementazione della strategia consentirebbe di liberare circa 4 miliardi di capitale entro il 2028
• Resta sul tavolo l’ipotesi di integrazione tra i due gruppi, con l’ops in arrivo e un esito che dipenderà dal livello di adesione degli azionisti
Le criticità del piano
Secondo Orcel, Commerzbank non starebbe esprimendo appieno il proprio potenziale, mostrando una crescita disomogenea e poco coerente con il core business domestico. Il ceo ha evidenziato che l’espansione internazionale non core procede a un ritmo molto superiore rispetto a quella in Germania, senza generare sinergie significative con il mercato principale o con la Polonia.



