I dipartimenti finanziari delle aziende continuano a fare affidamento su strumenti tradizionali come i fogli di calcolo. Nonostante l’aumento degli investimenti tecnologici degli ultimi anni, l’adozione di nuove soluzioni digitali nella funzione Finance procede spesso più lentamente delle aspettative. Un cambio di fase, però, sta emergendo con sempre maggiore chiarezza: l’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nell’agenda dei cfo e sta diventando una leva centrale di trasformazione operativa.
La ricerca
Nei prossimi due anni, l’83% dei direttori finanziari prevede un ulteriore aumento degli investimenti in AI superiore al 15%, mentre il 42% si aspetta una crescita oltre il 30%. È quanto emerge da un sondaggio Bain & Company condotto su oltre 100 cfo, metà dei quali appartenenti a grandi aziende con ricavi pari o superiori a 5 miliardi di dollari. Già oggi, più della metà del campione sta incrementando la spesa in AI di oltre il 15%, con una quota rilevante destinata ad attività come pianificazione finanziaria, analisi e reporting.
“I cfo stanno intensificando gli investimenti perché il divario tra chi ha scalato l’AI e chi è rimasto indietro sta diventando troppo ampio per essere ignorato”, spiega Emanuele Veratti, senior partner e digital practice leader Italia di Bain & Company. “I benefici principali oggi non sono tanto nella riduzione dei costi o del personale, quanto nella velocità e nell’efficienza dei processi”.
Il report evidenzia una correlazione diretta tra livello di adozione dell’AI e ritorno percepito sugli investimenti. Tra i cfo che hanno già scalato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale — dal machine learning alla GenAI fino alle soluzioni agentiche — oltre il 40% si dichiara molto soddisfatto dei risultati. La percentuale scende al 25% tra le aziende ancora ferme alla fase pilota. Nel complesso, però, solo il 31% del campione afferma di essere soddisfatto dell’impatto ottenuto.



