Il capitolo di Roberto Cingolani alla guida di Leonardo si chiude con una buonuscita da oltre 4,4 milioni di euro. La società ha comunicato che il Consiglio di amministrazione, nelle riunioni del 5 e 7 maggio 2026, ha dato attuazione alla disciplina prevista per la cessazione dell’incarico dell’amministratore delegato e direttore generale, formalizzando un accordo di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. L’intesa prevede il riconoscimento a Cingolani di un’indennità complessiva lorda pari a 4.483.250 euro. La somma sarà erogata entro luglio 2026. Il titolo in Borsa è crollato di oltre il 4%.
La società ha precisato che l’accordo è coerente con la politica di remunerazione approvata annualmente dagli azionisti e già illustrata nelle precedenti relazioni sui compensi. Oltre all’indennità, all’ex amministratore delegato resteranno i diritti maturati sui sistemi incentivanti già assegnati, calcolati pro-rata temporis fino alla data di cessazione del rapporto, subordinatamente al raggiungimento degli obiettivi di performance previsti. Non è invece previsto alcun patto di non concorrenza successivo all’uscita dal gruppo e, di conseguenza, nessun compenso aggiuntivo sarà riconosciuto per tale clausola. Nel comunicato ufficiale, Leonardo ha ringraziato il manager “per il prezioso contributo fornito alla crescita del Gruppo”, formulandogli “i migliori auguri per un futuro ricco di nuove soddisfazioni”.
Una trimestrale in forte crescita accompagna l’uscita di Cingolani
Roberto Cingolani lascia inoltre Leonardo con conti trimestrali che confermano il buon momento del gruppo. Nel primo trimestre 2026 gli ordini sono saliti a 9 miliardi di euro (+31%), mentre il portafoglio complessivo ha raggiunto 56,8 miliardi (+23%), con un book to bill pari a 2,0x. In crescita anche i ricavi, a 4,4 miliardi (+6,9%), l’Ebita, salito a 281 milioni (+33,2%), e il risultato netto adjusted, aumentato del 60% a 184 milioni.
Migliora inoltre il free operating cash flow, negativo per 411 milioni ma in recupero del 29% rispetto al primo trimestre 2025. Sale invece l’indebitamento netto a 3,05 miliardi, anche per effetto delle acquisizioni nel settore difesa, tra cui Iveco Defence Vehicles. “Ottimi risultati”, ha commentato Cingolani, che lascia in eredità al successore Lorenzo Mariani un gruppo in crescita e con indicatori in miglioramento.



