Ryanair ha chiuso l’esercizio fiscale 2025-2026 con un utile netto di 2,26 miliardi di euro, in crescita del 40% rispetto all’anno precedente. Il traffico passeggeri ha raggiunto quota 208 milioni, nonostante i ritardi nelle consegne Boeing che hanno limitato l’espansione della flotta.
I risultati arrivano in una fase complessa per il settore aereo europeo, segnata dall’aumento dei costi energetici, dalla volatilità geopolitica e dalla ridotta disponibilità di aeromobili sul mercato. Ryanair però conferma il piano di crescita sul medio periodo, con l’obiettivo di superare i 300 milioni di passeggeri annui entro il 2034.
Efficienza operativa e controllo dei costi
Nel corso dell’anno fiscale il gruppo ha registrato ricavi pari a 15,5 miliardi di euro, sostenuti dall’aumento del traffico e dal recupero delle tariffe rispetto all’anno precedente. I costi unitari sono cresciuti in misura contenuta, mentre la compagnia continua a investire sul rinnovo della flotta Boeing 737 “Gamechanger”, caratterizzata da maggiore capacità e minori consumi. Secondo quanto ricostruito da testate di settore, nel trimestre fiscale di gennaio-marzo, Ryanair ha però registrato una perdita netta di 396 milioni di euro, superiore ai 328 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
La compagnia ha confermato la propria strategia di copertura sui prezzi del carburante, con l’80% del fabbisogno per il prossimo esercizio già coperto. Una scelta che punta a ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi energetici in un contesto ancora incerto. Sul fronte industriale, il gruppo sta lavorando anche alla creazione di due centri interni per la manutenzione dei motori, con l’obiettivo di aumentare l’integrazione operativa e contenere i costi nel lungo periodo.



