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Missoni, cambio di proprietà. La lettera della famiglia ai dipendenti: “Decisione molto sofferta”

Il fondo FSI sale al 73% e i tedeschi di Katjes prendono il 27%. Continuità operativa e rilancio globale nel lusso

27 maggio 2026
missoni
Business | Forbes.it — Suzhou,China-August 20th 2023: facade of large Missoni clothing retail store
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Forbes.it

“È stata una decisione molto sofferta”. Così la famiglia Missoni si è rivolta ai dipendenti in una lettera aperta, dopo aver annunciato la cessione della quota di maggioranza dello storico marchio di moda fondato da Ottavio Missoni e Rosita Missoni Jelmini. Un’operazione strategica che la proprietà italiana ha definito importante, ma “maturata con grande senso di responsabilità per rafforzare le prospettive future” del gruppo.

Nella nota ufficiale – firmata da Angela, Luca, Margherita, Ottavio, Jennifer, Francesco, Giacomo, Teresa, Marco, Michelangelo e Madeleine – i componenti della famiglia sottolineano il legame indissolubile con la propria storia, guardando però con ottimismo allo sviluppo globale. “Abbiamo la consapevolezza che Missoni sia molto più di un’impresa: è una storia di famiglia, di creatività, di passione e di impegno condiviso da tutti i lavoratori. Il percorso intrapreso con la nuova proprietà potrà offrire ulteriori opportunità di crescita, sviluppo e consolidamento internazionale”.

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Il contesto e il nuovo assetto societario

L’operazione ridefinisce l’assetto societario l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del brand sul mercato globale del lusso. Il fondo istituzionale FSI incrementa la propria quota dal precedente 41,2% al 73% del capitale sociale, assumendo così il controllo di maggioranza della società. Contestualmente, il gruppo tedesco Katjes International entra formalmente nell’azionariato con il 27% delle quote tramite la controllata Katjes Quiet Luxury, holding che possiede già il prestigioso marchio Bogner.

Sul piano industriale l’accordo punta alla piena continuità operativa. L’amministratore delegato Livio Proli e l’attuale team dirigenziale rimangono saldamente alla guida dell’azienda per gestire l’espansione, mentre la presidenza del nuovo Consiglio di Amministrazione viene affidata a Barnaba Ravanne, co-fondatore di FSI.

La nuova governance poggia su basi finanziarie solide, supportata da una crescita recente che ha visto il fatturato più che raddoppiare, superando i 130 milioni di euro e registrando un ritorno alla redditività nonostante la pandemia e le tensioni geopolitiche.

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