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Bending Spoons, via alla quotazione al Nasdaq. Possibile una valutazione di 20 miliardi

L’azienda tecnologica milanese ha depositato alla Sec i documenti per avviare la procedura dell’Ipo

8 giugno 2026
fondatori Bending Spoons
Business | Forbes.it — Da sinistra: Francesco Patarnello, Luca Querella, Luca Ferrari e Matteo Danieli, fondatori di Bending Spoons
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Forbes.it

Bending Spoons ha depositato i documenti per avviare la quotazione al Nasdaq. Le tempistiche, il numero di azioni da offrire e la fascia di prezzo per l’offerta, si legge in una nota, non sono ancora stati determinati.

Pochi giorni fa il Corriere della Sera aveva anticipato lo sbarco a Wall Street dell’azienda tecnologica milanese e aveva parlato di una possibile quotazione già a fine giugno. La valutazione attesa sarebbe di circa 20 miliardi: più di colossi come Telecom Italia e Unipol Assicurazioni e quasi il doppio degli 11 miliardi raggiunti a dicembre, quando Bending Spoons aveva raccolto 710 milioni.

Secondo il Corriere, nelle ultime settimane l’amministratore delegato, Luca Ferrari, e altri manager avrebbero avuto riscontri positivi da potenziali investitori americani. L’azienda si aspetterebbe di raccogliere oltre 4 miliardi di dollari da investire in nuove acquisizioni. È il modello di business di Bending Spoons sin dagli esordi: “Acquistiamo un’azienda tecnologica, immaginiamo come dovrebbe essere per avere il massimo successo possibile nel lungo periodo e lavoriamo per rendere questa visione una realtà”, ha detto Ferrari a Forbes Italia lo scorso anno.

Il portafoglio di Bending Spoons

Finora Bending Spoons, che Ferrari ha definito “25% private equity, 75% società tecnologica”, ha comprato decine di aziende. Tra le più conosciute ci sono WeTransfer, servizio online per inviare file di grandi dimensioni, ed Evernote, app per prendere appunti e organizzare il lavoro. L’ultima acquisizione è stata quella di Tractive, azienda austriaca che si occupa del tracciamento della posizione e del monitoraggio della salute degli animali domestici.

Le due maggiori operazioni hanno riguardato proprio aziende americane: tra settembre e ottobre 2025 Bending Spoons comprò la piattaforma video Vimeo per 1,38 miliardi di dollari e Aol, portale web e fornitore di servizi e-mail, per una cifra non divulgata, ma che l’agenzia Reuters stimò in 1,4 miliardi. Sul finire del 2025, in un’altra intervista a Forbes Italia, Ferrari spiegò che Bending Spoons avrebbe continuato a comprare e avrebbe fatto operazioni anche più grandi. “Questo non significa che ogni acquisizione sarà più grande della precedente”, aveva aggiunto. “Ci sono molte ottime aziende più piccole di Aol e Vimeo. Saremmo più che felici di acquisirle, e siamo nella posizione per farlo”.

Perché Wall Street

La campagna di acquisizioni è stata sostenuta dagli oltre 5 miliardi di capitali raccolti finora, da investitori come Baillie Gifford, Tamburi Investment Partners, la Red Circle Investments di Renzo Rosso, l’ex direttore finanziario di Apple Luca Maestri e l’ex tennista Andre Agassi. Per un’azienda che fonda la sua attività su operazioni da centinaia di milioni o da miliardi di dollari, la quotazione è sempre parsa un passo naturale per raccogliere capitali con più facilità e a condizioni più vantaggiose. “Ogni anno potrebbe essere quello buono”, aveva detto Ferrari alla Reuters già lo scorso anno.

Goldman Sachs, JpMorgan e Allen & Company stanno svolgendo il ruolo di ‘joint lead book-running manager’, cioè sono i capofila dell’operazione, coordinano il collocamento e gestiscono il libro degli ordini. Stanno partecipando anche Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore, Bnp Paribas, Mizuho, Société Générale, Crédit Agricole, Imi — Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros – Gruppo Banco Bpm.

I fondatori miliardari

Lo scorso anno Bending Spoons ha portato i ricavi a circa 1,3 miliardi di dollari. La sua crescita ha già reso miliardari i quattro fondatori: Forbes stima in 1,4 miliardi di dollari il patrimonio di Ferrari e in 1,3 miliardi quello degli altri tre fondatori, Matteo Danieli, Luca Querella e Francesco Patarnello.

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