Cercare una possibile soluzione tecnologica innovativa e rendere il percorso del paziente più umano e accessibile in modo tale da restituire tempo e dignità a chi sta affrontando una patologia. È questo l’intento di Daiichi Sankyo Italia in collaborazione con le associazioni pazienti, per provare a dare una risposta concreta alle persone che vivono con un tumore metastatico. Nasce così il primo Navigator Digitale basato sull’intelligenza artificiale.
Daiichi Sankyo Italia unisce la competenza scientifica e tecnologica all’innovazione nel settore sanitario, con un focus strategico sull’oncologia. “Con EcHO-M e MetaLAB Daiichi Sankyo conferma il suo impegno verso un’oncologia che non guarda solo alla terapia, ma alla persona nel suo complesso,” dichiara Mauro Vitali, vice president Head of Oncology Daiichi Sankyo Italia. “Siamo orgogliosi di collaborare attivamente con le associazioni per dare voce ai loro bisogni e sviluppare proposte che migliorino la sostenibilità del sistema e l’accesso alle cure. Agevolare la creazione del patient navigator digitale per le associazioni è un esempio concreto del nostro impegno nell’aiutare le stesse realtà associative a mettere a sistema le proprie competenze e valorizzare il proprio lavoro sul territorio. L’obiettivo resta quello di creare un ecosistema integrato dove pazienti, caregiver e associazioni possano muoversi in modo coordinato, con informazioni chiare, percorsi accessibili e relazioni più umane”.
Il progetto MetaLAB, focalizzato sull’ascolto e la creatività, ha visto la partecipazione di otto realtà associative in ambito oncologico: aBRCAdabra ETS, ANDOS Nazionale ETS – Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, Europa Donna Italia, FAVO – Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, Fondazione IncontraDonna, Salute Donna ODV, Vivere senza stomaco si può e WALCE – Women Against Lung Cancer in Europe.
Nel corso del 2025, il progetto si è articolato in quattro workshop strutturati: a partire dall’analisi delle conversazioni online e dei racconti personali, le associazioni hanno discusso necessità comuni, arrivando a identificare i bisogni chiave, tra cui la comunicazione medico-paziente, il ruolo del caregiver, la qualità della vita. Attraverso mappe di empatia, le associazioni hanno poi selezionato tre macro-aree prioritarie: comunicazione, rappresentanza e orientamento.
La necessità di una migliore comunicazione medico-paziente è risultata centrale: le parole sono considerate parte integrante della terapia e richiedono maggiore empatia e tempo dedicato. Ma è il bisogno di orientamento informativo a risultare la priorità più urgente. I pazienti e i caregiver spesso si sentono soli nell’affrontare normative confuse e percorsi terapeutici complessi.



