“Coniugare competenze specialistiche, multidisciplinarità, investimenti tecnologici e solidità organizzativa, andando oltre il prestigio dei singoli professionisti”. È la ricetta per gli studi legali che puntano a restare competitivi a fronte di un mercato in continua evoluzione secondo Fedele Gubitosi, managing partner di Studio Rock.
Quali sono le principali forze che stanno spingendo il settore verso nuovi modelli organizzativi e quali saranno, a suo avviso, le caratteristiche dei player destinati a guidare questa evoluzione?
Il settore sta vivendo una trasformazione strutturale. Da un lato cresce la complessità normativa e regolamentare; dall’altro, le imprese chiedono consulenza sempre più specialistica e integrata. A questo si aggiungono digitalizzazione dei processi, intelligenza artificiale, cybersecurity e la crescente competizione per attrarre talenti qualificati. In questo scenario, il modello tradizionale dello studio professionale fondato esclusivamente sulla figura del professionista non è più sufficiente. I player che guideranno l’evoluzione saranno quelli capaci di coniugare competenze specialistiche, multidisciplinarità, investimenti tecnologici e solidità organizzativa. Non necessariamente i più grandi, ma quelli in grado di trasformarsi in piattaforme professionali moderne, mantenendo al tempo stesso indipendenza, qualità e rapporto fiduciario con il cliente.
Per anni gli studi si sono basati principalmente sul capitale umano dei professionisti. Oggi quanto contano invece tecnologia, dati e capacità di investimento per rimanere competitivi?
Le competenze professionali restano il principale asset di uno studio, ma oggi non sono più sufficienti da sole. Tecnologia, dati e capacità di investimento stanno diventando fattori competitivi decisivi. L’intelligenza artificiale e l’automazione stanno riducendo il peso delle attività ripetitive, consentendo ai professionisti di concentrarsi su consulenza, pianificazione e supporto strategico alle imprese. Parallelamente, la gestione dei dati è diventata una leva fondamentale per migliorare efficienza, qualità del servizio e capacità decisionale. Tutto questo richiede investimenti significativi e continui ed è uno dei motivi per cui in molti paesi europei si stanno affermando modelli più strutturati e aggregati. Non si tratta semplicemente di acquistare tecnologia, ma di costruire organizzazioni in grado di integrarla nei processi e trasformarla in valore per clienti e professionisti.
I clienti chiedono sempre più spesso competenze integrate che spaziano tra aspetti fiscali, legali, strategici e finanziari. Come questa domanda sta cambiando il modo in cui gli studi si organizzano e crescono?
Le imprese affrontano problematiche sempre più complesse e interconnesse. Una riorganizzazione societaria, un passaggio generazionale, un’operazione straordinaria o un percorso di crescita internazionale coinvolgono contemporaneamente aspetti fiscali, societari, legali, finanziari e organizzativi. Di conseguenza, il cliente non cerca più soltanto uno specialista, ma un interlocutore capace di coordinare competenze diverse e offrire una visione complessiva. Cresce l’importanza del lavoro in team, della collaborazione tra professionisti con background differenti e della capacità di costruire servizi sempre più completi. È una trasformazione che favorisce reti organizzative più evolute e rappresenta uno dei principali motori dei processi di aggregazione che stiamo osservando sul mercato.



