Salta l’ipotesi del maxi-acquisto di PayPal. Il consorzio formato dal fondo di private equity Advent e dal colosso dei pagamenti Stripe ha interrotto le trattative per rilevare la società, ritirando un’offerta superiore ai 50 miliardi di dollari. Lo riferiscono a Bloomberg fonti vicine al dossier. L’operazione doveva essere una delle maggiori acquisizioni finanziate a debito mai realizzate.
Nelle contrattazioni after-hours le azioni PayPal sono scese fino al 14,8%. Nelle ultime settimane il titolo aveva recuperato terreno grazie ai rumor sul buyout e a risultati trimestrali superiori alle stime.
All’inizio del mese, il Wall Street Journal aveva riportato che il consiglio di amministrazione di PayPal considerava insufficiente la proposta iniziale presentata da Advent e Stripe e che le parti stavano negoziando un prezzo più alto.
I fatti principali
- Advent e Stripe hanno ritirato la proposta per acquisire PayPal, rinunciando a una delle più imponenti operazioni del settore tecnologico.
- L’offerta preliminare era di 60,50 dollari per azione (oltre 53 miliardi di dollari totali), con un premio del 28% sui prezzi di borsa antecedenti al rumor.
- La proposta contava su circa 50 miliardi di dollari di linee di debito bancario già garantite.
- Il titolo PayPal è crollato fino al 14,8% nelle contrattazioni after-hours a Wall Street.
- Il consiglio di amministrazione di PayPal aveva giudicato troppo bassa l’offerta iniziale, mentre i negoziati per un rialzo si sono interrotti prima del closing.
Il contesto
L’operazione puntava a rilanciare PayPal, dopo una lunga fase di stallo a Wall Street. Dalla capitalizzazione record di oltre 300 miliardi di dollari toccata nel 2021, la valutazione della società era crollata a circa 40 miliardi, per la concorrenza dei colossi tech (da Apple Pay a Google Pay) e delle nuove piattaforme di pagamento.



