Cravatte ecosostenibili e nuove aperture all’estero: le nuove sfide di Marinella

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Articolo tratto dall’allegato Small Giants del numero di giugno 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Forse la parola giusta per definire questa storia è “miracolo”. Miracolo perché si tratta di una storia che va avanti con la stessa emozione da 108 anni, perché tutto si è sviluppato e continua a crescere in venti metri quadrati di negozio. Miracolo perché è ambientata a Napoli, dove fare impresa è un popiù complicato, e perché se al giorno doggi è difficile sentir parlare di terza generazione, figuriamoci trovare unazienda arrivata alla quarta. Miracolo perché Massimiliano Gallo, uno degli attori del momento che ha recitato anche in È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, ha deciso di farne un lungometraggio: Una vetrina che guarda il mare, il primo di una serie che avrà come tema leccellenza del made in Italy.

E chi meglio del re delle cravatte avrebbe potuto rappresentare la storia madre di questo progetto? Questa storia nasce a piazza Vittoria”, racconta Maurizio Marinella, terza generazione dello storico brand napoletano. Qui mio nonno voleva ricreare un piccolo angolo di Inghilterra. Nel 1914 luomo elegante si vestiva allinglese, mentre la donna alla francese, così lui si mise in nave per andare a scoprire la moda doltremanica e importarne i prodotti più rappresentativi”. Affianco a questa attività, in virtù della tradizione sartoriale napoletana, Eugenio decide di aprire due laboratori: uno di camicie e uno di cravatte. Ed è proprio in quel momento, nella splendida cornice del Golfo di Napoli, che ebbe inizio il miracolo.

Un’icona del made in Italy che rimane umile e fedele al rapporto con il cliente

Oggi Marinella vende le sue cravatte a Milano, Roma, Tokyo, New York, Parigi, Ginevra, Barcellona e proprio a gennaio ha aperto un negozio a Burlington Arcade, uno dei templi della moda inglese – chissà quanto sarebbe fiero don Eugenio. Ha portato i suoi tessuti nelle case di Pietro Barilla, Francesco Cossiga, Giulio Andreotti e ha vestito personalità del cinema e del teatro come Eduardo De Filippo, Marcello Mastroianni, Totò e tutti i presidenti americani. Eppure, nonostante la sua luccicante storia e la recente internazionalizzazione, oggi le sarte impiegano 45 minuti per realizzare una cravatta classica tre pieghe.

E Maurizio, amministratore dellazienda, non toglie lo sguardo dal prodotto neanche per un attimo. Per capire latmosfera che si respira in Marinella bisogna citare Matilde Serao, storica scrittrice del Mattino. Quando nacque il negozio, nel 1914, lei lo paragonò ad una farmacia di paese, un luogo incantato dove si radunavano il maresciallo, il notaio e in cui si stabilivano le sorti del centro urbano.

Io, continuando ancora oggi ad aprire tutte le mattine alle 6.30, continuo a vivere questa situazione” afferma Maurizio. Dalle 8.30 tutto cambia, i ritmi diventano più frenetici e svanisce questa magia”. In fondo è questo il segreto: creare quel rapporto speciale con il cliente, dargli dei consigli, coccolarlo e trasmettergli il senso dellospitalità. E allo stesso tempo sporcarsi le mani”, portando la proprio presenza in negozio, rispondendo al telefono e andando a fare le consegne. Persino 108 anni dopo, quando le tue sete vengono richieste dallaltra parte dellemisfero terrestre.

Lemozione e la passione con cui oggi Maurizio guida la sua impresa attraverso la digitalizzazione e le sfide del futuro sono le stesse con le quali Eugenio, il nonno, decise di aprire il negozio. Scelse di aprirlo in piazza Vittoria non in base ad una precisa strategia commerciale, bensì in virtù del suo amore per il mare: lì, dal suo negozio, vedeva lazzurro e lisola di Capri. Vi era una bellissima villa comunale dove le famiglie nobili passeggiavano la mattina a cavallo, un bar che sfornava sfogliatelle profumatissime e che serviva un ottimo caffè. E quando Maurizio racconta il segreto della sua attività, la risposta è quasi scontata: Ci sono vari fattori che hanno contribuito al nostro successo, ma se dovessi sceglierne uno, quello è senzaltro lamore, lemozione con la quale ogni giorno io e il nostro team apriamo il negozio e ci immergiamo nel nostro lavoro”.

Marinella tra digitalizzazione e le sfide del futuro

Nel frattempo procede anche il percorso di innovazione e digitalizzazione, che passa inevitabilmente attraverso le abilità di Alessandro Marinella, quarta generazione. Il suo ingresso in azienda è stato importante, perché ha portato tanta freschezza e molte idee interessanti, sia nei processi di lavorazione sia nellutilizzo del digitale”, racconta Maurizio. Tra queste c’è ad esempio il progetto di cravatte ecosostenibili fatte in collaborazione con Orangefiber, società siciliana che estrae dalla buccia delle arance una fibra che, manipolata insieme ad una piccola percentuale di seta, dà vita a un tessuto molto particolare.

E poi ha deciso di ridurre il nostro impatto ambientale andando a sostituire la classica bustina di cellofan con un materiale ecosostenibile: è fatta con dei polimeri che, quando si toglie la cravatta e la si accartoccia, fanno sì che si distrugga entro tre anni, riducendo enormemente limpronta sul nostro ecosistema”. Tra le numerose nuove iniziative c’è anche il progetto di far nascere a Napoli lUniversità degli antichi mestieri: unidea che ha già ricevuto il benestare della viceministra dello sviluppo economico Alessandra Todde e che si propone di raccogliere le antiche tradizioni regionali per aiutarle a sopravvivere. 

Tanti piccoli miracoli che nascono lì, in quella vetrina che guarda il mare la cui storia si è intrecciata con principi, re e politici di tutto il mondo, e che allo stesso tempo fa della manualità e della passione il suo motore trainante. Una storia partita da pochi mezzi, sogni impossibili, ma che meglio di qualunque altra riesce a trasmettere i valori del nostro Paese.

L’articolo Cravatte ecosostenibili e nuove aperture all’estero: le nuove sfide di Marinella è tratto da Forbes Italia.

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