Innovation

Facebook ha lanciato un Messenger per bambini

Si chiama Messenger Kids e permette agli Under 13 di usare alcune (limitate) funzioni del social network. Può diventare il nuovo Eldorado di Menlo Park, ma a che costo?

4 dicembre 2017
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Scritto da
Davide Piacenza

Il logo del nuovo Messenger Kids.

Si chiama Messenger Kids l’ultima app presentata da Menlo Park: Facebook ha chiesto ai suoi ingegneri di pensare un nuovo client di messaggistica istantanea dedicato agli Under 13, una fascia d’età che ufficialmente non rientra nella sua utenza – i Termini e condizioni proibiscono esplicitamente ai bambini di usare il social network – ma che di fatto ne costituisce una parte di una certa rilevanza (uno studio del 2015, condotto sulla popolazione di sette Paesi dell’Unione europea, ha trovato che il 39% dei bambini di età compresa tra 9 e 12 anni ha un account su Facebook).

In una conferenza stampa, oggi Facebook ha dichiarato che Messenger Kids sarà un’applicazione a sé stante votata a creare un “ambiente sicuro” in cui i minori di 13 anni possano svolgere le attività a cui finora si sono dedicati prendendo in prestito tablet e smartphone dei genitori. David Marcus, vicepresidente dei prodotti di messaggistica della società di Mark Zuckerberg, ha notato che “ad oggi i bambini hanno esperienze molto passive sui device che usano”.

Una prima schermata di Messenger Kids.

Facebook ha presentato la nuova app – per ora in fase di test limitato a iOS – che permette a un bambino di inviare foto, video e testo a un pubblico limitato e pre-approvato dal suo tutore. Quest’ultimo, se dotato di un account Facebook, potrà iscrivere il ragazzino a Messenger Kids, e controllare poi le sue attività (nonché approvare o rifiutare le richieste di amicizia che riceve).

Per Facebook, che ha già 2 miliardi di utenti attivi al mese senza contare i dati di Messenger, WhatsApp e Instagram, Messenger Kids potrebbe rivelarsi un Eldorado: non solo aumenterà, verosimilmente, il traffico e gli utenti dei suoi servizi, ma permetterà alla compagnia di raccogliere dati riguardanti i pattern comunicativi delle famiglie.

Quello dell’apertura dei social network ai più piccoli è un tema sensibile: il New York Times nota che diverse associazioni sono già insorte all’idea di profilazioni di ignari bambini in età scolare. Facebook, dal canto suo, si è difeso dicendo che lo sviluppo di Messenger Kids è il risultato di mesi di ricerca e collaborazione con gruppi di genitori, esperti di psicologia infantile ed enti che si dedicano alla sicurezza dell’infanzia.

 

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